Avellino, Toscano contestato pure sui social: tifosi infuriati

I commenti dei nostri lettori alle ultime, concitate, ore in casa biancoverde

Avellino.  

La sconfitta per 3-0 di Ferrara, l'ennesima in trasferta, ha decisamente fatto perdere le staffe ai tifosi dell'Avellino. Bersaglio principale delle loro critiche è il tecnico biancoverde, Domenico Toscano. Indignazione e rabbia, non solo all'allenamento, ieri a porte aperte con ingresso in Montevergine, dei lupi, ma corrono anche sui social. Numerosi i commenti agli articoli di Ottopagine.it in particolare sul gruppo facebook “Hurrà Avellino”.

L'allenatore calabrese confermato almeno fino alla partita interna di domenica con il Frosinone, dopo che la sua posizione sembrava fortemente in bilico. “In bilico è la nostra pazienza”, scrive Lucky Dag; “Sta facendo ancora il ritiro a Sturno o la Coppa Italia”, ribatte Luigi Lupo Gagliardo. “Deve andare via. Scarso era scarso, ora è anche bruciato. Meglio tardi che mai: andava allontanato dopo Bassano”, il pensiero di Pellegrino Marinelli che credeva fosse giunto il momento dell'esonero. Carmelo Mainolfi pessimista anche per la prossima gara contro gli amici ciociari: “Domenica vincerete alla grande: l'Avellino in panchina ha un certo crisantemo che non sa che significa fare l'allenatore”. Risentito anche Saverio Festa: “Vattene! Sei senza dignità”. Clima surreale: l'atmosferta domenica al Partenio Lombardi sarà infernale non tanto per i frusinati ma soprattutto per l'allenatore biancoverde e il suo staff che comunque sono usciti vittoriosi dallo stadio di case nelle ultime tre gare.

In tanti a chiedere l'allontanamento del mister, ma serpeggia forte il malumore anche nei confronti della società. “Ad ognuno le sue responsabilità. Di questo scempio responsabile la società...”; “Taccone e Gubitosa questa piazza va rispettata”, erano stati gli eloquenti striscioni esposti dalla Curva Sud prima della gara contro la Ternana. La parte calda del tifo biancoverde non ci andrà certo più leggera dopo le vicende di questa settimana. “La colpa è sempre di qualcun altro: Rastelli, Pisacane, Tesser, Marcolin, Toscano, i senatori, il clan dei napoletani, Zito, la Montevergine, la Terminio, gli arbitri, la Lega, la stampa, i procuratori, eccetera eccetera eccetera. La Serie C è uno spauracchio concreto”, Pellegrino Marinelli, ancora tramite facebook, invita così i dirigenti ad un'ammissione di colpe.

Silvestro Giaquinto