Sidigas, capitale amara. Vince Roma 81-72

I biancoverdi sono usciti sconfitti dall'importante sfida del Pala Tiziano

Avellino.  

Dal nostro inviato, Alessio Bonazzi

ROMA - Poteva essere la partita della definitiva rinascita, invece si è trasformata in una sconfitta amara per la Sidigas che si arresa a Roma col punteggio di 81-72. Troppe palle perse e, soprattutto, troppi i rimbalzi offensivi concessi alla Virtus per poter sperare di uscire vincenti da una sfida giocata al ritmo che voleva la squadra di Dalmonte. Peccato anche per la differenza canestra ribaltata. I playoff tornano ad allontanarsi per la Scandone. 

LA CRONACA. Fabrizio Frates cambia di nuovo. In quintetto c'è Hanga, ma anche Gaines, deputato a contenere Freeman. È Banks a interpretare il ruolo di sesto uomo contro la Virtus. Il primo canestro della partita lo firma Ebi, ma subito gli risponde Harper con la stessa moneta. Gaines invece firma il primo vantaggio irpino (2-4). Avellino sbaglia molti appoggi di sotto e al 5' il punteggio è bassissimo (4-5). Freeman mette cinque punti di fila. Gaines e Anosike segnano invece da sotto. Jones dalla lunetta grazia Avellino, che però restituisce il favore non controllando il rimbalzo. Banks e Trasolini entrano all'8' (9-9), al posto rispettivamente di Hanga e Harper. Green con una tripla e Anosike con un bel movimento spalle a canestro fanno esplodere il settore dei tifosi irpini e costringono Dalmonte ad affidarsi al time-out sul 9-14. Curry e Freeman rispondono da oltre l'arco, ma una schiacciata di Banks e una tripla dall'angolo, sulla sirena, di Gaines valgono il 15-19 dopo 10'. Curry inaugura il secondo periodo con una bella entrata. Avellino però riesce a correre e con un appoggio di Trasolini si porta sul 20-26. D'Ercole e un Curry in giornata riportano sul -1 i padroni di casa. Frates si affida al minuto di sospensione per mettere a posto le cose ma la Sidigas concede troppo rimbalzi offensivi all'Acea che con Stipcevic si porta avanti di tre al 16' (29-28). Stipcevic però è indiavolato e dagli otto metri mette il canestro del +4 Virtus. Rientrano Green e Anosike, mentre Cavaliero fa il suo esordio sotto la gestione Frates. Avellino però sbaglia molto in attacco e fatica e ricucire il piccolo strappo dei padroni di casa. Grazie ai tiri dalla lunetta i biancoverdi tornano sul -1, ma Ebi ricaccia indietro i lupi con due canestri di fila. Due liberi di Banks metto la firma sul 37-34 col quale si va all'intervallo lungo.

Il terzo quarto inizia con Banks in quintetto e Hanga, dolorante per il problema ala caviglia, in panchina. Cinque punti di Ebi lanciano Roma sul +8 (42-34) al 23'. Anosike commette tre falli in un amen e continua a perdere tanti palloni e a trovare difficoltà contro la zona preparata da Dalmonte. Banks sblocca la Scandone con una tripla dall'angolo. Jones ricaccia ancora una volta indietro gli irpini con quattro punti di fila che valgono il 46-37 per i capitolini. Lechthaler realizza un 2+1 che dà fiato alla Sidigas. I lupi però concedono davvero troppo a rimbalzo ed Ejim e compagni non si fanno pregare per allungare fino al +10 (50-40), al 26'. Trasolini e Hanga però ridanno coraggio ai biancoverdi. Un 2+1 di Banks firma un parziale di 7-0 che riporta sul -3 Avellino. L'ex Curry però è glaciale dai sei e settantacinque, così come Trasolini dalla lunetta che chiude il terzo parziale sul 53-49 per l'Acea. Banks non si ferma e mette il canestro del 53-51. Ejim però converte un 2+1 che fa respirare i padroni di casa. Cavaliero si sblocca in penetrazione mentre Freeman e Hanga si rispondono da oltre l'arco. Banks è "on fire" e spinge i lupi sul -1 (59-58), al 33'. Ebi segna da due canestri da sotto che riportano Roma sul +5 mentre Anosike spende nel peggiore dei modi il suo quinto fallo consentendo ad Ejim di firmare il nuovo +10 (66-58) Acea, con cinque punti di fila. Ebi sulla sirena dei ventiquattro allunga ancora le distanze e solo quattro punti di Trasolini tengono viva la speranza biancoverde. Speranza che però viene spenta da Curry e Jones. Finisce 81-72, Roma esulta, la Scandone perde nella capitale tre anni dopo l'ultima sconfitta.