Sidigas Avellino - Pasta Reggia Caserta, un girone dopo

Tanti destini in una sfida: si riparte dal 91-105 dell'andata che sembra recente passato

Avellino.  

Era il giorno di Santo Stefano, era la prima di Vincenzo Esposito sulla panchina della Pasta Reggia Caserta per il derby contro la Sidigas Avellino di coach Frank Vitucci, lanciata verso la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Ne uscì una sfida dominata dai biancoverdi con il finale di 91-105 che al PalaMaggiò conquistarono l’ultima vittoria del girone di andata, prima di cadere in una striscia negativa di dieci sconfitte in undici gare di campionato. Sembra solo ieri, ma è già un passato remoto il derby d’andata giocato a Castel Morrone, che rappresentò l’ultimo vero momento di gioia per la gestione di Vitucci ad Avellino. Ora la Sidigas vive un momento diverso, una storia diversa, nata come punto di discontinuità con coach Fabrizio Frates dalla gara contro la Granarolo Bologna vinta come quella contro la Giorgio Tesi Group Pistoia e intervallata dal k.o. rimediato nella serata di sabato santo contro l'Acea Roma.

Sarà un derby di ritorno dal doppio volto e dal duplice destino: per Avellino sarà una nuova prova d'appello per la corsa ai play off, con il settimo e ottavo posto lontani quattro punti, in una sfida che potrebbe determinare la retrocessione aritmetica della Juve in Serie A2 Gold, in caso di sconfitta al DelMauro e di vittoria della Consultinvest Pesaro a Bologna. I biancoverdi hanno ripreso in giornata la preparazione in vista del derby dopo ventiquattro ore di relax concesse da coach Frates, al termine della sfida vinta contro i toscani lunedì sera. Sarà un derby caldo, ma diverso per alcuni fattori quello in programma domenica alle 18:15 al PalaDelMauro.

Se all’andata, il margine di errore era ancora ampio con il rientro per i play off e per la salvezza ancora aperto, seppur Caserta ripartisse in quell'occasione dal record di undici sconfitte consecutive con la nuova gestione di Enzo Esposito, con “El Diablo” passato da assistant - prima di Molin, poi di Markovski - a head coach, nel match del ventisettesimo turno, il minimo errore costerà il massimo, ovvero l’impossibilità di raggiungere l'obiettivo. Avellino aveva bisogno di un 5 su 5 prima della gara contro Pistoia e ora ha bisogno di un 4 su 4 finale per accedere alla post season con risultati favorevoli dagli altri campi con le conferme dei vantaggi nella differenza canestri. Dall’altra parte, per Caserta la medesima necessità di un percorso netto sperando nei passi falsi di Pesaro, penultima con cinque punti di vantaggio da difendere nelle ultime quattro gare del torneo.

Per ironia della sorte, Frates - da ex coach della Juve, protagonista in panchina del ritorno in massima serie dei bianconeri nel 2008 - e Avellino da “cugina” potrebbero condannare la Pasta Reggia alla retrocessione. In quaranta minuti, tanti destini, tanti ricorsi storici e un unico obiettivo, la vittoria, per le due squadre. Chi perderà, dovrà dire addio alle residue speranze di ottenere quanto sperato o agognato.

Carmine Quaglia