Un periodo nero lungo centotredici giorni. Tanto, infatti, è passato dal match dell'andata fra Avellino e Brindisi. Inevitabile, nella settimana che porterà alla seconda sfida con la squadra pugliese, volgere lo sguardo all'indietro verso quello che è stato l'inizio del declino della squadra biancoverde. Anche perché, dopo la sconfitta con Caserta, la Sidigas ha detto addio alle speranze di raggiungere i playoff.
Tutto partì da quei due minuti e mezzo contro l'Enel. Reduce da tre successi di fila, la Scandone si presentò sul parquet del Del Mauro con l'obiettivo di prolungare la striscia positiva e di scavalcare in classifica proprio gli uomini di coach Bucchi, portandosi in tal modo al quinto posto. E, per più di trentasette minuti, Avellino aveva dato l'impressione di poter portare a casa il match. Sul 75-66, con due minuti e mezzo sul cronometro e il possesso della palla, si è spenta la luce per Cavaliero e compagni. Una luce che non si è più accesa.
Quello accaduto dopo è fin troppo noto. Brindisi produce un parziale di 14-2 che le vale il 77-80 finale, senza che Vitucci o i suoi ragazzi provino a fare qualcosa per cambiare l'inerzia del match. Da allora, come detto, sono passati centotredici giorni nei quali la Sidigas è rimasta in quel limbo fatto di poca voglia di lottare e di rassegnazione ad una stagione continuata nel peggiore dei modi. Lunedì, i biancoverdi affronteranno, oltre che un match complicato, anche i propri fantasmi.
Alessio Bonazzi
