Niente di nuovo. Il k.o. arrivato contro Brindisi, nel posticipo della ventottesima giornata di campionato, ha restituito alla Sidigas le stesse risposte arrivate negli ultimi mesi. Nel primo tempo la Scandone non aveva demeritato, vero. Altrettanto vero che a demeritare, nei primi venti minuti, era stata l'Enel. Il 33-37 all'intervallo stava probabilmente stretto ad una Avellino che era stata in grado di imbrigliare la manovra già di per sé confusa dei padroni di casa. Il 38% dal campo all'intervallo, però, già faceva presagire quello che sarebbe accaduto se Brindisi avesse alzato il proprio livello di gioco in termini di fisicità e di intensità.
E così è stato in un secondo tempo dove la Sidigas, sebbene con qualche sprazzo isolato di vita, ha alzato troppo facilmente bandiera bianca. Nulla di nuovo, dicevamo. Anzi, qualcosa di nuovo probabilmente c'è, almeno rispetto ad un passato un po' più lontano. Marques Green, arrivato ad Avellino per trascinare i compagni con la sua leadership, vista nelle due precedenti esperienze in Irpinia, si è invece omologato al resto della squadra. Soprattutto nelle fasi difficili, escludendo il match contro Bologna, il playmaker di Philadelphia è sembrato troppo avulso dal gioco.
"La palla difficilmente gli torna in mano dopo che ha fatto partire l'azione. È vero che non riesce ad essere il leader, soprattutto sotto il punto di vista della produzione, nei momenti importante". Queste sono state le parole di coach Frates nel post gara a proposito dei soli due tiri presi da Green al PalaPentassuglia. Se per quasi tutti gli altri componenti del roster la speranza è svanita molto tempo fa, il Green della terza esperienza ad Avellino ha sicuramente sorpreso in negativo. Certo la situazione nella quale è arrivato era più che compromessa e il folletto statunitense rimane innocente rispetto a tutti gli sbagli commessi in questo campionato dalla Scandone.
Ma il suo scarso impatto è un altro segnale di come neanche con un miracolo si sarebbe potuta raddrizzare una stagione che, da gennaio in poi, è andata nel peggior modo possibile.
Alessio Bonazzi
