Scandone, Cole: "Ho un buon presentimento per la stagione"

VIDEO | La conferenza stampa di presentazione del nuovo playmaker della Sidigas Avellino

Avellino.  

 

di Carmine Quaglia

Per il primo vero allenamento c'è ancora da attendere. Un leggero fastidio al polso destro, causato da un carico di troppo in palestra, negli States, l'ha costretto a pazientare ancora un giorno. Probabile che già nella prossima seduta, Norris Cole sia con i nuovi compagni di squadra per svolgere l'intera seduta. E' Cole-mania in casa Sidigas Avellino. Nel pomeriggio, al PalaDelMauro, erano davvero in tanti a seguire prima la conferenza stampa di presentazione del due volte campione NBA e, poi, l'allenamento della squadra biancoverde che ha lavorato sul parquet a ritmi alti e con grande energia. Al termine della seduta, i primi tiri al ferro di Cole che, poi, con il preparatore Domenico Papa ha sviluppato alcuni esercizi al tappeto. Chiaro segnale di un inserimento imminente nel gruppo che vivrà ancora dei giorni ad Avellino: sabato la squadra irpina si trasferirà ad Olbia per il trofeo quadrangolare Air Italy. La Scandone affronterà, nel primo test della pre-season, la Virtus Bologna, allenata dall'ex Stefano Sacripanti.

Le prime parole di Cole in biancoverde: "Vorrei innanzitutto salutarvi tutti, sono molto felice di essere qui ad Avellino: non vedevo l'ora di raggiungervi. Mi sono preparato molto per venire qui ad aiutare la squadra a raggiungere livelli ancora più alti e devo ringraziare Nicola per quest'opportunità. Adesso sto imparando a conoscere i miei compagni di squadra e sono impaziente di conoscerli meglio. Sono veramente entusiasta, ho un buon presentimento per questa stagione e sono pronto a mettermi all'opera".

La scelta di accettare Avellino: "Solitamente, prima di prendere qualsiasi decisione, ne parlo sempre con la mia famiglia, coi miei consulenti e anche con Dio. Sono arrivato alla conclusione che questa fosse la miglior opportunità, e la mia famiglia ha avuto un ruolo importante nella decisione, così eccomi qua, con tutto il mio entusiasmo".

La novità biancoverde e l'amicizia con Goudelock: "Non credo di conoscere nessuno che abbia giocato, in passato, per la Scandone, ma ho un amico che ha giocato nel campionato italiano: è Andrew Goudelock, credo lo conosciate. Gli ho chiesto come fosse vivere qui in Italia, ma, come ho detto, non conosco nessuno che abbia giocato qui ad Avellino. Certo, lui ha giocato anche qui, ma gli ho chiesto più informazioni riguardo al campionato, in generale. Per quanto riguarda il commento di Goudelock su Instagram, non credo che intendesse letteralmente ciò che ha scritto, non è molto importante, io giocherò sempre nel modo giusto, indipendentemente dall'avversario".

Avellino come una sfida: "Essere considerato uno dei migliori del campionato è stimolante. Sono uno che lavora molto su se stesso per essere sempre produttivo. Sarà una stagione eccitante così come sarà eccitante sfidare i migliori in Italia".

Il primo approccio con la realtà: "Ho ancora tanto da vedere: sono stato solo in albergo e qui al palazzetto, quindi non è assolutamente sufficiente per dare un giudizio, però tutto quello che ho mangiato finora è stato davvero ottimo, quindi diciamo che è un buon primo passo, sono molto curioso di approfondire la questione. Sono sicuro che, con il passare della stagione, avrò occasione di visitare meglio la città e vedere tutto ciò che Avellino ha da offrire. Voglio godermi quest'esperienza con la giusta mentalità per assorbire la cultura avellinese".

L'arrivo di Cole è stato paragonato a quello di Cristiano Ronaldo alla Juventus: "È un paragone un po' forte, è uno dei calciatori più forti di sempre, ringrazio chi mi ha accostato a lui, ma il mio obiettivo è solo uno: aiutare la mia squadra a vincere. Sono concentrato solo sul mio ruolo e su come posso aiutare la squadra a vincere il campionato. Certo, sono eccitato per aver ricevuto un benvenuto del genere e voglio ripagare la fiducia che tutta questa gente mi sta dando con ciò che farò sul parquet, ma il primo ed unico obiettivo è aiutare la squadra a vincere. Solo portando a casa risultati positivi completeremo questa gioia e quest'entusiasmo".

Le sue caratteristiche: "Sono quel genere di giocatore che fa di tutto per far vincere il proprio team. Posso giocare in qualsiasi modo: in velocità, a tutto campo, o anche più lentamente, a metà campo, in attacco, in difesa. So fare un po' di tutto, sono pronto a essere ciò che la partita richiede. Questa è la mentalità con cui mi alleno: qualsiasi cosa la squadra richiederà, io sarò pronto a farlo".

Le differenze tra l'NBA e l'Europa: "Nel basket europeo cambia qualche regola, questo è ovvio, cambiano le stoppate al ferro, non c'è la regola dei tre secondi in difesa, cambiano gli antisportivi, quindi cambiano i regolamenti e in NBA giocano i migliori giocatori del mondo, ma in Europa la concorrenza è molto agguerrita, ed è una cosa che apprezzo molto, e cambiare costantemente modo di giocare per affrontare avversari sempre diversi in tutto il continente sarà una sfida bellissima. Riuscirci sarà per me la conferma di essere determinante in qualsiasi situazione, in ogni nazione del mondo: aver già giocato in Europa mi dà il vantaggio di aver già sviluppato questo stile di gioco, sarà importante per me avere la consapevolezza di poter competere in NBA così come in Europa".

La carica dell'ambiente: "Sento l'entusiasmo della gente, anzi, lo vedo, dato che qui c'è un sacco di gente, ed è una bella cosa che ci siano tante aspettative, sono io il primo ad aspettarsi tanto da me stesso, nessuno mi può battere, in questo. Mi piace che ci siano grandi aspettative, significa che finora ho fatto bene il mio lavoro, ma quelle più importanti sono le aspettative della squadra, perché so cosa sono capace di fare, ma non si tratta solo di me: bisogna fare in modo che la squadra giochi al massimo livello, che vinca. So di essere un vincente, ho vinto in ogni posto in cui sono stato, e ora voglio aiutare Avellino a vincere ancora di più".

L'addio al basket giocato di Manu Ginobili: "Non è stato semplice vedere Manu Ginobili ritirarsi, ha avuto un grande impatto sullo sport, sia in NBA, sia a livello internazionale: è stato uno dei migliori, punto. È stato il primo giocatore che abbia mai visto fare il passo europeo in NBA: è stato affascinante guardarlo diventare maestro di questa tecnica, e adesso spero si goda la pensione, di sicuro ha lavorato tanto, in carriera. Certo, mi ha portato via un anello, ma non fa niente, ma resta comunque un giocatore speciale che merita tutti gli onori che sta ricevendo e sarà probabilmente inserito nella Hall of Fame, perciò congratulazioni per la tua fantastica carriera, Manu".

L'amico Lebron James: "Lebron non mi ha parlato delle sue vacanze in Campania, ma solitamente non parliamo del nostro tempo libero. Però era eccitante averlo come compagno di squadra, anche se non è stato l'unico che mi abbia aiutato a crescere come giocatore di basket: Dwayne Wade, Ray Allen, Udonis Haslem, Juwan Howard, Russel Westbrook, Anthony Davis e tutti gli altri. E' stato bello avere compagni del genere".

L'avventura in Italia: "Non ho ancora giocato neanche una partita, ma lo stile di gioco del campionato italiano mi stimola molto. Ho sempre avuto una mentalità aperta, non ho mai avuto alcuna aspettativa riguardo il campionato, voglio solo giocare bene e aiutare la squadra a vincere. Appena incontrerò qualche squadra avversaria saprò dirvi di più, per adesso non ho un'opinione sul campionato italiano perché ho giocato soltanto contro Milano".

L'obiettivo comune del titolo: "Vincere con Avellino è una sfida, ma ad ogni stagione c'è una sfida, e ogni atleta sogna sempre di vincere la competizione in cui partecipa. È il mio obiettivo, è l'obiettivo di tutta la squadra, ma deve arrivare alla fine di un processo, un processo che abbiamo appena cominciato, abbiamo appena cominciato il ritiro, ma è anche un processo che mi entusiasma e se continuiamo a crescere assieme, come gruppo, ci concederemo una grossa occasione per vincere lo scudetto, alla fine della stagione".

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Traduzione: Enrico Coppola