Melillo: "Tanti nomi, per tutti noi sarà sempre la Scandone"

"Di padre in figlio": il libro che ripercorre la storia della Scandone dal '48 ad oggi

Avellino.  

 

di Carmine Quaglia

Nella Sala Grasso di Palazzo Caracciolo, sede della Provincia di Avellino, è stato presentato il libro "Di padre in figlio" scritto dai giornalisti Generoso Picone, Giovanbattista La Rosa e Giuseppe Matarazzo e che ripercorre, attraverso interviste e aneddoti, la storia della Scandone, nata nel 1948. 

"Tanti nomi, ma per noi sarà sempre e solo la Scandone": così lo storico presidente del club biancoverde, Ciro Melillo all'apertura del suo intervento. "Tutto è nato 70 anni fa, a via De Conciliis, con ragazzi che da autodidatti giocavano a pallacanestro. Solo con il professore Grimaldi si è creata una prima vera squadra con i militari della Caserma Berardi. Lungo il cammino, la Scandone ha trovato tanti amici che l'hanno affiancata come sponsor. Anche gli amministratori ci sono stati vicini: su tutti, Antonio Di Nunno. Il libro racconta il nostro percorso".

Poi una battuta sul ko della Scandone con la Virtus Bologna: "Come sentite, ho poca voce. La colpa è tutta loro per la sconfitta di ieri". Con il sorriso, Melillo si riferisce a Nicola Alberani, al quale rivolge anche una richiesta: "Va ripristinato quanto prima il Torneo Vito Lepore che deve diventare il "Vito Lepore - Mimmo Bellizzi". E' quanto vogliono le famiglie di due cestisti decisivi nella storia della Scandone. Il termine favola non mi piace per la nostra società. La Scandone non è una favola. E' una realtà".

"Abbiamo ritenuto opportuno ricostruire la storia. Il libro è l'espressione di quello che volevamo creare. - ha spiegato Generoso Picone che ha lanciato l'iniziativa del libro per i 70 anni della Scandone - Avellino vive la massima serie da 19 anni, ma non va dimenticato il passato. La comunità deve essere orgogliosa di una storia lunga 70 anni: di fatto un'eccezione per questa città".

Nelle prossime ore, sul canale 696 TV OttoChannel, lo speciale sull'evento.