Sidigas, blitz a Brindisi: ricordi del 2013 e déjà-vu di Desio

Serata da incorniciare per la Scandone. Avellino cala il quarto successo di fila in campionato

Avellino.  

Era il 23 marzo 2013 e la Sidigas Avellino di coach Cesare Pancotto - della prima stagione di patron Gianandrea De Cesare, nata male e che rischiò la retrocessione con l'anonima gestione tecnica di Giorgio Valli e l'interregno negativo di Gianluca Tucci - passava al PalaPentassuglia di Brindisi contro l'allora Enel con il finale di 72-76 inanellando la quinta vittoria consecutiva, senza l'asse play-pivot (Jaka Lakovic e Kaloyan Ivanov), ma con i 24 punti di Taquan Dean e con la sostanza dei solidissimi Jimmy Lee Hunter e Brandon Brown, decisivi nella risalita in classifica evitando il baratro dell'A2, concreto al giro di boa.

Dal 2013 ad oggi, Avellino aveva ottenuto un altro successo al PalaPentassuglia, nel marzo del 2016, nella marcia clamorosa della prima Scandone di coach Stefano Sacripanti, ma la vittoria strappata ieri sera dai ragazzi di coach Nenad Vucinic riaccende ricordi del passato meno recente e si avvicina alla gara del 2013 per il contesto ambientale.

In quel caso, non c'erano problematiche societarie, ma di classifica in casa Sidigas con l'incubo della retrocessione scacciato passo dopo passo con il tassello Brindisi che fu preziosissimo, ma anche la vigilia di quel match ricorda molto quella vissuta nella settimana che sta per chiudersi. All'epoca, scoppiò il caso dei soli 20 biglietti messi a disposizione per il settore ospiti. Gli Original Fans, con una delegazione, esposero al "PalaElio" lo striscione "O tutti o nessuno" ripartendo nell'immediato verso Avellino, verso il PalaDelMauro dove fu allestito un maxischermo per seguire la gara.

Dai botta e risposta sui limiti del settore ospiti che si confermano negli anni a 50 unità nell'impianto brindisino alle polemiche degli ultimi giorni nate dalle parole del presidente dell'Happy Casa ed ex numero uno della LegaBasket Serie A, Ferdinando Marino (Per Avellino "arriverà una penalizzazione. Potranno essere 6, 8, 10 punti. Io penso che Avellino difficilmente farà le Final Eight, nonostante tutto"). Il massimo dirigente della Stella del Sud aveva poi corretto il tiro tramite nota stampa parlando di profilo condizionale nelle sue riflessioni con le conseguenze sul caso Young vagliate in maniera probabilistica. Brindisi-Avellino, per certi versi, proseguirà in Procura Federale. Gianandrea De Cesare e Giuseppe Sampietro, in rappresentanza della Sidigas, saranno ascoltati dal procuratore FIP, Marco Lucente, sul tesseramento di Patric Young e sull'autocertificazione allegata. Marino, invece, è stato convocato a Roma per rispondere di quanto affermato entrando nel merito della vicenda. 

La gara di ieri ha offerto anche un'altra sensazione di déjà-vu. La prova di Adrian Banks, con la guida tecnica di Frank Vitucci, ricorda molto le prestazioni in canotta biancoverde. Protagonista per tanti minuti, per il bottino di punti firmati, ma poi condizionante nel finale con errori al tiro, ma non solo. La guardia di Memphis, autore di 24 punti, trascinatore di Brindisi nella gara, si è preso la responsabilità dell'ultimo tiro che si è spento sul ferro, ma poco prima ha rischiato un'incredibile palla persa, salvata dall'ultimo tocco di Caleb Green, ad un passo dalla rimessa in gioco che, ai più attenti, avrà fatto tornare alla mente l'errore commesso dallo stesso Banks nel quarto di finale di Coppa Italia 2015, giocato dalla Scandone contro l'Olimpia Milano a Desio in cui il roster di Vitucci sfiorò l'impresa, cullata senza il centro titolare, OD Anosike, e con una prova immensa di Luca Lechthaler.

Corsi e ricorsi storici al termine di una nuova serata da incorniciare per la squadra biancoverde, guidata con ottime letture da Nenad Vucinic, capace di buttare nuovamente il cuore oltre l'ostacolo delle assenze e della crisi societaria. Il gruppo ha sottolineato il proprio valore tecnico e morale e attende la schiarita sul club in diversi aspetti.