Alberani lancia Maffezzoli, ma difende l'operato di Vucinic

Il ds della Scandone: "Il suo stile ci ha portato dove era impensabile"

Avellino.  

"Perdendo Vucinic, la Scandone ha perso una delle migliori persone che abbia mai avuto alle sue dipendenze nei 70 anni di storia che esiste. Giusto per sgombrare il campo". Così Nicola Alberani nel corso della conferenza stampa tenuta nel pomeriggio, al fianco del neo-coach, Massimo Maffezzoli, promosso nel ruolo dopo aver svolto le mansioni di assistant di Nenad Vucinic, silurato dalla Sidigas Avellino mercoledì sera.

Quella del veronese, classe '76, assistente di Meo Sacchetti in Nazionale e di lungo corso in A, era apparsa sin dall'estate una figura dominante, diversa rispetto a quella dei colleghi Gianluca De Gennaro e Francesco Cavaliere. Più volte, i rumors hanno indicato Maffezzoli come il primo cambio di Vucinic, in caso di esonero del tecnico serbo-neozelandese. Due i momenti cruciali. Subito dopo la gara di Trieste, all'andata, solo il mercato bloccato e l'impossibilità di contrattualizzare da head coach l'assistente bloccò sul nascere l'ipotesi del ribaltone. Gioco forza, la Sidigas fu costretta a dare fiducia a Vucinic che, poi, centrò 7 vittorie di fila nel tripudio generale e con l'allenatore ritenuto decisivo per la compattezza di gruppo che appariva alla deriva nella crisi economica della proprietà.

All'indomani del terzo ko di fila e della seconda rimonta subita (+20 al 10' a Pesaro, +18 nel secondo quarto con Trieste, vantaggi non sfruttati), è arrivato l'esonero con formula di risoluzione consensuale del nativo di Belgrado con il contestuale annuncio di Maffezzoli capo allenatore: una scelta che non ha riservato particolari sorprese nell'ambiente irpino. Un cambio preventivato e praticamente logico, ma che ha certificato l'effetto domino in negativo sulla scelta del coach che nasce dal dietrofront sul profilo di Max Menetti, prima scelta di Alberani, appena salutato Stefano Sacripanti. 

Nella conferenza stampa a due, il ds elogia Maffezzoli, voluto dal dirigente forlivese per lo staff tecnico biancoverde e con il quale ha condiviso anche parte dell'esperienza alla Virtus Roma, ma difende sostanzialmente l'operato di Vucinic: "Mi dispiace che la qualità della persona sia rimasta tra le quattro mura di questo palazzetto e magari non tutti quanti l'abbiano percepito, però parliamo di un professionista incredibile. - ha affermato Alberani - Credo fermamente che con un altro allenatore molto difficilmente avremmo avuto i punti che abbiamo avuto. Non avremmo mai potuto chiudere al secondo posto perché con tutti i problemi che ci sono stati, di mille nature, il suo stile, molto particolare, quasi unico, ci ha condotto dove era veramente impensabile".

L'evoluzione stagionale di Vucinic: "Fino alla Coppa Italia, che abbiamo affrontato anch'essa in emergenza, onestamente io ho provato soltanto a dare grande solidarietà a questo allenatore, a questo staff, che ha dovuto lavorare sempre in condizioni di emergenza perchè noi andiamo in Coppa Italia con l'infortunio di Patric Young fresco fresco ad esempio. Con rotazioni ancora una volta limitate. Non riusciamo a recuperare Demetris Nichols. Parliamo di una squadra che aveva perso il suo equilibratore e nonché probabilmente il suo giocatore più importante per oltre due mesi ed essendo la squadra una cosa viva, le cui interazioni cambiano, mutano a seconda di elementi che non sempre sono sotto il nostro controllo, si è lavorato sempre a gestire l'emergenza che a costruire. Il lavoro di Vucinic e dello staff è stato sempre quello di ottimizzare l'emergenza cercando di chiudere la falla più grossa, non avendo una barca e pensando di mandarla alla massima velocità. Quindi, parliamo alla fine di 6 settimane fa in cui si è lavorato con emergenza. Sicuramente, c'è stata una brutta sconfitta a Trento. In emergenza abbiamo fatto due belle vittorie, importanti. Al di là di Varese che era iniziata male, ma è finita bene, noi siamo ad oggi 2-0 con Varese. E' un risultato che ci può far comodo. Con Reggio Emilia abbiamo fatto una vittoria convincente. E' una striscia negativa di 3 partite, non 13. Sicuramente, la squadra ha preso un trend che non andava bene. Ci sono state delle problematiche, però non mi sento di dire che Vucinic abbia goduto di chissà quale extrafiducia o trattamento di favore, anzi".

Dimostrazione che, nell'equilibrio irpino, Vucinic può risultare come l'agnello sacrificale nella speranza di tener su quanto progettato la scorsa estate con un biennale per il coach e un rinnovo fino al 2021 per Alberani: "Resta questo gruppo di giocatori. Massimo faceva e fa ancora parte di questo progetto tecnico. Quindi, vediamo. - ha spiegato il ds della Sidigas - Ci sono dei giocatori che stiamo guardando per l'anno prossimo. Giocatori che sono in crescita. Giocatori con cui abbiamo già degli accordi o delle bozze di accordo per il futuro. Quindi, senza entrare nei dettagli contrattuali che non ci piace mai troppo elargire perché finiremo per parlare dei singoli. Però, indubbiamente, resta ancora tanto. Dispiace non aver chiuso il percorso, però penso che adesso possiamo comunque toglierci delle soddisfazioni. Su Maffezzoli è una qeustone di ruolo, non tanto di Vucinic o non Vucinic. Credo fermamente in questo gruppo, nel tipo di 'aggiustate' che abbiamo dato, nel tipo di persone che abbiamo portato e quindi, facciamo i conti alla fine. Poi vediamo".

I conti alla fine con uno sguardo al futuro. Un'apertura non di poco conto dopo la crisi economica, l'esposizione debitoria con l'erario, confermata dal patron, Gianandrea De Cesare che tanto allarma la Federazione Italiana Pallacanestro.