Scandone, rebus iscrizione: gli scenari

L'ultima soluzione è l'auto-retrocessione in A2 che il club proverà ad evitare fino all'ultimo

Avellino.  

È già un fine settimana di passione. L'iscrizione della Sidigas Avellino al prossimo campionato di Serie A resta un rebus e la paura tra i tifosi e gli appassionati cresce a dismisura con il passare delle ore. Dopo la riunione di giovedì sembra profilarsi la tanta attesa ricapitalizzazione utile per la conferma in A e l'istanza di fallimento per l'azienda Sidigas si ricollega alle dinamiche della realtà sportive del gruppo. Di fatto, le società di calcio e basket non sono in una sofferenza tale da creare l'ipotesi del baratro, ma è la società madre a determinare l'allarme per la prosecuzione delle attività sul manto erboso e sul parquet. 

Sul fronte calcistico, l'iscrizone è stata presentata, per quello cestistico si aprono più scenari. Al momento, la commissione tecnica di controllo della Federazione Italiana Pallacanestro ha ricevuto solo una parte della documentazione per l'iscrizione. La società è chiamata a ricapitalizzare per una cifra superiore al milione di euro per rientrare nei parametri, ma l'istanza di fallimento dell'azienda pone un limite. Il rischio concreto è che, per il 2 luglio, data della prima comunicazione Comtec, la Scandone sia nella lista delle società a rischio. Da lì, ci sarebbe margine entro il giorno 11 per regolarizzare la posizione.

Nello scenario, non si può nascondere anche la pista dell'auto-retrocessione in Serie A2, ma ad oggi risulta più come una soluzione di regolamento che come volontà societaria. L'obiettivo della Sidigas è la prosecuzione dell'attività sportiva in massima serie, ma le problematiche della proprietà offrono brividi agli appassionati.