Crisi Sidigas, futuro Scandone: Avellino attende risposte

La città sa solo di aver perso la Serie A. La B una pista senza certezza sugli obiettivi sportivi

Avellino.  

Poche ore alle prime decisioni della Federazione Italiana Pallacanestro, in base alle richieste della Comtec e anche delle società. La Sidigas ha scelto l'autoretrocessione per il futuro della Società Sportiva Felice Scandone 1948, ma l'ambiente cestistico irpino attende certezze sulle modalità della prosecuzione dell'attività sportiva

Ad oggi, il pubblico avellinese non conosce la prospettiva del club. Sa solo che la favola Serie A, iniziata nel 2000, è svanita in pochi giorni e nel silenzio, anche della proprietà. Solo un comunicato stampa per calcio e basket in cui si menzionava la scelta di formalizzare l'iscrizione al campionato, ma non indicando il livello del torneo. Un chiaro segnale di quello che sarà, probabilmente. Avellino saluta mestamente la massima serie e sembra proiettata alla Serie B. Margine potrebbe e dovrebbe esserci, vista la storia della società irpina dal 1948 ad oggi e che per 19 anni ha occupato un posto nell'elite della pallacanestro nazionale, ma la chiarezza manca. Come e quando ripartirà la Scandone resta un rebus. 

Con molta probabilità, fino a venerdì 12, giorno dell'udienza fallimentare per l'azienda Sidigas, non ci saranno segnali di certezza. In quella giornata, la Commissione Tecnica di Controllo della FIP determinerà anche le squadre che avranno superato le verifiche per la conferma in A. Martedì 16, sarà poi il Consiglio Federale a mettere la parola fine su una vicenda che lascerà infinito amaro in bocca ad una piazza storica, di fatto, già uscita di scena dalla massima serie.