Scandone, l'ora della verità o il futuro sarà a un bivio

Due strade per ripartire dalla Serie B se la domanda di iscrizione dovesse essere bocciata

Avellino.  

Debiti; lodi esecutivi o sul punto di divenirlo; contenziosi: è questa la combinazione che, a meno di un clamoroso colpo di coda da parte della Sidigas, dovrebbe far calare il sipario sulla settantennale storia della S.S. Felice Scandone.

Martedì il Consiglio Federale definirà ufficialmente la composizione dei campionati di basket italiani e, dopo l'esclusione dalla Serie A dei lupi, è alto il rischio, per i motivi sopra citati, di una nuova bocciatura: quella della domanda di iscrizione in Serie B.

In caso di “semaforo rosso” da parte della FIP scatterebbe la corsa per salvare la pallacanestro nel capoluogo irpino. Già ormai ampiamente nota la possibilità della concessione di una wild card per la città di Avellino da parte del presidente Gianni Petrucci, ma spunta pure l'alternativa di trasferire all'ombra del Partenio il titolo di una squadra già militante in Serie B. Il Basket Club Irpinia, che attualmente milta in C Gold, sarebbe pronto a non sprecare il potenziale aiuto da parte del numero uno della “palla a spicchi” tricolore, assumendosi l'onore e l'onere di far ripartire il movimento; Ciro Melillo e l'avvocato Generoso Benigni, oltre ad alcuni importanti sponsor, pronti a schierarsi al fianco del presidente Carmine Cardillo. Si sarebbe, nel contempo, mobilitato anche Dino Preziosi, ex manager dell’Air da sempre vicino alle sorti della Scandone. Preziosi starebbe lavorando alla “seconda opzione” ed avrebbe, perciò, intessuto contatti con la dirigenza della Virtus Arechi Salerno.

Domani, al Comune di Avellino, dove sono stati convocati dal sindaco Festa, Gianandrea De Cesare, Claudio Mauriello ed i tecnici nominati dal Tribunale per la gestione del caso Sidigas, sarà il giorno della verità.