Il treno Scandone è sempre più su un binario morto

L'estate del silenzio, il tempo extra garantito dall'intervento del 9 luglio scorso sta per finire

il treno scandone e sempre piu su un binario morto
Avellino.  

Una doppia autoretrocessione dalla Serie A alla Serie B, due contestazioni dall'Agenzia delle Entrate per una cifra che sfiora, se non supera, il milione di euro e una massa debitoria non quantificata, con l'assenza di roster e staff tecnico, una fideiussione da 40mila euro da presentare ad inizio settembre e con la sola pre-iscrizione da 20mila, non formulata dalla proprietà Sidigas, ma dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa. Ecco come si presenta la Società Sportiva Felice Scandone Avellino 1948 a quello che doveva essere l'ultimo fine settimana di off-season, di riposo, e che, invece, è l'ennesimo fine settimana di silenzio.

Le squadre sono ormai pronte per i raduni. Avellino ha perso la Serie A e vive il precampionato dell'anonimato con il suo nome a figurare nella lista delle partecipanti al girone D di Serie B. Le 15 potenziali avversarie hanno definito tecnici e giocatori, mentre la Scandone non sa nulla sul suo futuro. Il treno biancoverde è sempre più su un binario morto. Sono i dati oggettivi a presentare questo destino per il club nato 71 anni fa e che, per 19 stagioni, ha disputato la massima serie del basket italiano. 

La sera del 9 luglio scorso, con l'intervento del sindaco Festa, sembrava aprirsi uno spiraglio con, all'orizzonte, l'ombra di una trattativa di cessione. Al momento, risulta un atto per concedersi del tempo extra confermando semplicemente la matricola 000204. Meno di 60 giorni per salvare il salvabile. Ad oggi, ne restano meno di 10 per porre le basi di un vero progetto di recupero della Scandone. Il treno, impazzito, va fermato, portato indietro e riportato nel binario giusto. Una missione che rasenta l'impossibile.

L'ultima dichiarazione della proprietà Sidigas sul tema Scandone è del 2 agosto scorso. Nel corso della conferenza stampa sponda calcio (la presentazione di Giovanni Ignoffo e Daniele Cinelli per lo staff tecnico dell'Unione Sportiva Avellino), il presidente, Claudio Mauriello, affermò: "C'è la ferma volontà di De Cesare di far ripartire anche il basket: in che modo, oggi, non lo posso dire ancora". Avellino spera di capire in che modo il patron del calcio e del basket voglia far ripartire la pallacanestro. 

Al 17 agosto, il rischio concreto è la liquidazione della Società Sportiva Felice Scandone Avellino 1948, con l'addio di logo, denominazione storica e matricola e con l'assenza di una squadra avellinese dai campionati nazionali almeno per una stagione. L'operazione salvataggio del 9 luglio ha precluso ogni chance di "wild card" con la ripartenza, in B, da una società priva di debiti. Con la fine della Scandone, ad Avellino resterebbe il Basket Club Irpinia, iscritto e partecipante al torneo di Serie C Gold.