Scandone, lodo vinto da Rich: si cerca il punto d'incontro

La FIBA ha auspicato una conciliazione tra le parti per tutti i BAT nell'emergenza covid

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Avellino.  

Nel gennaio scorso, alle vertenze risolte dalla Scandone e dall'attuale gestione sportiva per riaprire il mercato, si aggiungevano i BAT vinti da Jason Rich e dai suoi agenti (Dan Tobin e Vittorio Ferracini). L'emergenza covid ha poi fermato l'attività del tribunale arbitrale del basket. Per quanto presenti, i due lodi non sono esecutivi per la sospensione delle sanzioni decisa dalla FIBA al fine di venire incontro alle esigenze della pallacanestro, chiamata a fronteggiare l'impatto economico causato dal coronavirus.

Nel mese di aprile, la federazione internazionale ha pubblicato le linee guida per i BAT chiedendo, di fatto, una conciliazione tra le parti ed è quello che dovrebbe accadere anche tra la Scandone, guidata dal direttore generale, Gennaro Canonico, e l'ex giocatore biancoverde. Si cercherà un punto di incontro per la definizione del caso sfruttando anche il margine opportuno e garantito dalla FIBA in una situazione di ripresa e ripartenza per la pallacanestro a tutti i livelli dopo l'emergenza sanitaria. Con la sentenza del 7 gennaio scorso, a Rich spettano 54882,80 euro (somme dovute non pagate), 4812.50 euro per i costi, 4187.50 euro di rimborso per l'anticipo dei costi e 6000 euro di spese legali (clicca qui per il documento ufficiale della FIBA/BAT). La cifra sarà inferiore con un accordo tra le parti.