Un ritorno ad Avellino, questa volta in veste di vice presidente della GIBA. Mario Boni ha calcato il parquet del Del Mauro in tante occasioni, lasciando spesso a referto un carico non indifferente di punti. In questo caso, dà il suo parere sulla prima parte del campionao della Scandone: «La Sidigas ha fatto delle buone partite. Ho visto l'ultima, che i tifosi non hanno ovviamente apprezzato così come non l'ha apprezzata coach Vitucci. Ci sono alti e bassi, come anche normale che sia. Però mi piace sottolineare le cose positive, il fatto che la qualificazione alle Final Eight sia un grande risultato e credo che la piazza non possa che essere contenta di questo risultato. Milano è la super favorita, ma in una partita secca può sempre esserci la sorpresa. Se dovessi dare delle percentuali, dire 80-20. Però ci sono sempre delle rivelazioni e la Sidigas potrebbe essere quella di quest'anno. Avellino è una città con tradizione e ovviamente vuole vedere dei risultati. Ha preso un ottimo allenatore come Vitucci ma costruire le squadre non è mai facile. Devi mettere insieme tante personalità, prima di trovare la chimica giusta ci vuole del tempo. Ci vuole pazienza, spesso però non c'è capacità di aspettare ed investire. Playoff? Ora come ora, ci sono tanti cambiamenti di organico e squadre possono migliorare. La Scandone deve ancora trovare quell'unità d'intenti per proseguire questo cammino, c'è un'altra strada da percorrere e nulla può essere dato per scontato».
Boni, però, ne approfitta anche per fare un punto generale sullo stato della pallacanestro in Italia, partendo dalle dichiazioni di Ettore Messina, che in settimana aveva definito il campionato dello stivale come una lega di Portorico.
«Credo che avere qualche giocatore italiano in più possa essere una risposta a questo impoverimento. Ci sono tanti atleti stranieri, io ritengo troppi, e la qualità non può essere eccelsa. Ricordo che quando ho cominciato c'erano soltanto due americani, che erano fortissimi e potevano dare veramente un miglioramento al gioco. Credo che ora non sia più così, in parte. C'è stato un decadimento della qualità e un invito che faccio a tutti è quello di andare ad esplorare i campionati minori perché ci sono tanti giocatori italiani che possono dare una mano. Trento ha avuto il coraggio di investire su ragazzi come Pascolo, che tre anni fa era in B1, ed ora sta ottenendo buoni risultati».
A breve sarà online il video dell'intervista a Mario Boni.
