È stata un'altra giornata di presentazioni in casa Scandone. Questa volta è toccato a Max Oldoini, nuovo assistant coach biancoverde, accompagnato dai confermati Silvio Barnabà e Gianluca De Gennaro, rispettivamente alla sesta e alla sedicesima stagione in Irpinia. A presenziare anche Pino Sacripanti, che ha riformato per il settimo anno consecutivo la coppia con Oldoini, suo fedelissimo sin dai tempi di Caserta.
A introdurre lo staff tecnico ci ha pensato lo stesso Sacripanti: «Ci tengo a sottolineare un concetto, che credo sia quello di staff. Seguiamo l'obiettivo di creare una squadra unita, con giocatori che stiano bene insieme, lottando. Poche volte però ci si impegna sotto il punto di vista dello staff. Credo che un giocatore riesca subito ad accorgersi se c'è o meno unità d'intenti nello staff. E stiamo cercando di perseguire proprio questo con Nicola Alberani. Ho lavorato con Oldoini per tantissimi anni in Nazionale, poi l'ho raggiunto a Caserta e in seguito lui mi ha raggiunto a Cantù. Aveva la possibilità di fare il capo allenatore in altre piazze, ma siamo riusciti a ricomporre la coppia tecnica anche qui. È molto competente ed è un grande lavoratore. Conosco Gianluca De Gennaro da una vita e credo sia giusto valorizzare persone del posto. Ci può dare una grande mano dal punto di vista tecnico e ambientale. Con Silvio Barnabà ho condiviso tante estati in Nazionale. Che sia bravo o meno importa il giusto, abbiamo vinto un oro e un argento» scherza Sacripanti «Penso che ritrovarmelo qui sia una grande fortuna».
Le prime parole in biancoverde di Oldoini invece sono state dirette e cariche di aspettative: «Ringrazio la società in primis per aver messo la sigla sul contratto e Pino, per un rapporto che va al di là del campo. Sono qui per svolgere quello che ho sempre fatto con grande voglia e piacere, cercando di dare il meglio di me stesso. Ovvio, le stagioni non sono tutte uguali, ma sono sicuro che con il lavoro ci toglieremo delle soddisfazioni. La pressione non si avverte mai. Ovvio che dopo anni un po' così, provare a centrare qualche successo sarebbe un bel colpo. L'obiettivo primario è quello di lavorare bene. Sono stato accostato a tante società ma lavorare in A1 al fianco di Pino ha contato molto. A quel punto non c''è stato bisogno di guardare altrove. È una scommessa quella di riportare il sereno suAvellino. Solo noi potremo riportare i tifosi al palazzo».
È toccato poi al punto fermo della Scandone, Gianluca De Gennaro: «È un grandissimo onore e ringrazio Pino e Nicola che mi hanno voluto qua. Sono un po' il vecchietto dello staff. È un piacere enorme e ho quella carica giusta per mettere a disposizione tutta la mia professionalità per far sì che Avellino possa ottenere risultati importanti e le parole di Sacripanti mi hanno fatto molto piacere. Continuerò a lavorare con serietà e professionalità. Era normale sentirsi in discussione dopo la scorsa annata, però ero in attesa delle decisioni della società. Ieri mi ha chiamato De Cesare e mi ha dato una grande carica. Sono il primo tifoso e sono cresciuto con la Scandone. Giocavo qui nel settore giovanile e sicuramente dal punto di vista dell'appartenenza posso avere qualche pressione in più. Ma devo trasformarla in voglia. Questa città segue la pallacanestro ed ha voglia di pallacanestro. Si respira un'aria nuova e positiva e questo sicuramente è un inizio diverso. Speriamo di avere la squadra al completo per l'inizio del ritiro e che tutto vada per il verso giusto».
«Ho tremato anch'io questa estate» scherza Barnabà «Sono molto legato ad Avellino e nel mio ruolo non è facile cambiare squadra. Cerco di imporre il mio modo di lavorare e la società negli ultimi anni mi ha messo a disposizione tutti i mezzi che servivano. Quindi era complicato spostarsi e ricominciare da zero. Lavorare con Sacripanti, con cui ho grande feeling dentro e fuori dal campo, sarà sicuramente un piacere. È una bella sfida e a loro ho parlato di questa città e della fame di basket che c'è. È fondamentale conoscere e capire i ragazzi che arrivano. L'anno scorso abbiamo pagato un po' il ritardo ma non mi va di dire che tutto è dipeso da quello».
Alessio Bonazzi
