Scandone, trend da invertire

Per interrompere la striscia negativa, la Sidigas deve sfatare un tabù: solo tre vittore con Cantù

Avellino.  

Come se non bastasse da solo il periodo no e il clima pesante che si respira in casa Avellino, domenica i biancoverdi affronteranno una Cantù in salute e che è la vera e propria bestia nera della Scandone in massima serie. I brianzoli, dopo il successo nel derby contro Varese della scorsa domenica, nella serata di mercoledì si sono imposti in Eurocup contro il Limoges col punteggio di 68-57, grazie ai ventiquattro punti di un ritrovato Darius Johnson-Odom, ritornato quello di inizio stagione anche grazie al nuovo quintetto iniziale scelto da Sacripanti, che ha fatto accomodare in panchina Feldeine e Hollis, dando spazio a Stefano Gentile e Ivan Buva.

 

I lombardi arriveranno domenica al Del Mauro per piazzare un colpo che potrebbe significare la definitiva rinascita per l’Acqua Vitasnella. Forti, come detto, anche della tradizione. Nelle trentuno sfide, fra campionato e Coppa Italia, disputate fino ad ora fra Avellino e Cantù, i brianzoli si sono infatti imposti in ben venticinque occasioni, lasciando soltanto le briciole agli irpini. I lombardi sono addirittura usciti corsari dal Del Mauro per ben undici volte, dove la Scandone è riuscita a conquistare i due punti in palio in sole tre occasioni. La prima risale alla seconda stagione in massima serie dei biancoverdi, quando la De Vizia allora allenata da coach Dalmonte si impose col punteggio di 84-69, grazie ai ventidue punti di Jarod Stevenson. La seconda arrivò sei anni dopo, nel corso della stagione 2007/2008, quella della vittoria in Coppa Italia.

 

Al Del Mauro finì 90-72,con venti punti della premiata coppia Smith-Righetti. L’ultimo successo targato Scandone invece è datato 3 marzo 2013. I lupi nel pieno della striscia positiva che li portò dal fondo della classifica ad una spanna dalla qualificazione ai playoff, si imposero per 63-52, con ventisette punti di Lakovic e ventuno rimbalzi di Ivanov. Quel match però non fu omologato perché Arrigoni, dirigente canturino ora a Bologna, venne iscritto a referto come capo allenatore. Il giudice sportivo stabilì la vittoria a tavolino dei biancoverdi col punteggio di 20-0. Guardando indietro o al presente, quindi, la Sidigas non può sorridere. E il futuro, almeno per il momento, appare nebuloso e dalle tinte grigie. L’unico modo per uscire dalla crisi rimane, ovviamente, il ritorno al successo. Le sensazioni, però, restituiscono ancora una squadra in difficoltà e disunita.

 

Uno spogliatoio che non sembra compatto e che, al momento, soffre di una mancanza forte di leadership o di capi saldi dai quali ripartire. Domenica però non ci saranno mezze misure per la Sidigas, che dovrà tornare alla vittoria, prima delle due trasferte consecutive di Pesaro e Milano, per non pregiudicare il proprio campionato che al momento, vista la classifica corta, rimane ancora aperto. La Scandone può ancora dire la sua in campionato, così come nelle Final Eight. Ma per farlo contro Cantù, appaiata in classifica ad Avellino ma davanti per la vittoria nel match d’andata al Pianella, i biancoverdi dovranno tornare a sbucciarsi le ginocchia e a dare tutto sul parquet contro un team in forma e che fa dell’intensità su entrambi i lati del campo la propria arma principale. Compito di coach Vitucci e della squadra ritornare sui binari giusti e farlo sin da subito.

Alessio Bonazzi