È stato il giorno di Cervi e Nunnally in casa Scandone. I biancoverdi hanno infatti accolto al Del Mauro i due volti nuovi. O meglio, hanno salutato l'arrivo del centro italiano ex Reggio Emilia, reduce da una lunga estate passata con la Nazionale italiana, e ritrovato l'ala statunitense che era già stata in Irpinia per l'inizio del raduno prima di volare negli Stati Uniti per la nascita della primogenita. Cervi ha subito rilasciato le sue prime parole in biancoverde, non nascondendo la voglia di cominciare questa nuova esperienza in maglia Avellino.
"Sono carichissimo" ha esordito l'emiliano "Sono arrivato da un giorno ma ho già avuto un'ottima impressione di una società serissima e organizzata. È bellissimo il fatto che il palazzetto sia di proprietà e a disposizione quando ne abbiamo bisogno. Devo sistemarmi un attimo ma mi sembra tutto sia iniziato nel verso migliore". Certo, l'esclusione dalla Nazionale può aver lasciato qualche scoria: "Ho avuto qualche giorno di riposo per ricaricare le pile. Certo, un po' di delusione c'è stata per la scelta, ma sono un professionista e questo tipo di situazioni sono normali. Ora penso solo a vivere questa avventura, con tanta voglia di migliorare e dimostrare il mio valore".
Il nuovo ruolo prospettatogli da Sacripanti lo ha subito convinto ad accettare la proposta irpina: "Poter essere il centro titolare di questa squadra è di sicuro una grande spinta. Quando mi ha chiamato Sacripanti ho notato subito una grande voglia da parte sua di fare bene e di volermi qui. Dopo il trambusto di Milano, non ho avuto dubbi e non potevo dire di no a questa chiamata".
E il primo impatto con i nuovi compagni è stato più che positivo. Come conferma lo stesso Cervi: "A parte Giovanni (Pini, ndr), non conoscevo nessuno. Però è bastato un attimo per entrare in sintonia con questo team. Ho trovato dei ragazzi aperti, sia italiani che stranieri. Credo ci sia la base per creare un gruppo solido, che penso sia la cosa più importante qui ad Avellino. C'è il giusto mix tra giovani e veterani. I primi possono trainare gli altri dal punto di vista dell'energia e magari quelli più esperti potranno essere fondamentali nei momenti difficili e guidarci verso la strada giusta. Questo tipo di progetto l'ho già vissuto a Reggio Emilia ed ha dimostrato di funzionare".
Alessio Bonazzi
