Sidigas ko contro la Juve Caserta al "Città di Taranto"

I biancoverdi torneranno in campo domani alle 18, nella finale per il terzo e quarto posto

Taranto. Il primo derby della stagione, seppur amichevole, va alla Pasta Reggia Caserta che domina per quaranta minuti contro una Sidigas in evidente ritardo di condizione. Troppo netta la differenza di preparazione tra le due compagini che hanno dovuto battagliare, tra l’altro, contro un gran caldo. Tanta buona volontà da parte dei biancoverdi che, però, pagano un netto ritardo nella preparazione che non gli ha consentito di gestire le energie giuste, tenuto conto anche che ci sono giocatori, come Leunen, arrivati da pochissimo e che hanno pochissimi minuti nelle gambe.

La cronaca. Inizio decisamente brutto da parte della compagine di coach Sacripanti che gioca un primo quarto assolutamente da dimenticare. Pronti via ed è subito 8-3 Caserta dopo 3 minuti dopo la tripla di Siva. Acker prova a mettere subito le cose in chiaro, ma Caserta è più presente sul parquet; Cervi mette il punto del 10-7, sempre per Caserta, ma ancora un super Siva respinge Avellino. La forbice comincia subito ad allargarsi a causa di 3 palle perse consecutive ed errori banali, tra cui anche un’infrazione di 24 secondi. Leunen, in evidente difficoltà, chiede il cambio dopo aver commesso un antisportivo di frustrazione; il quarto si chiude con Avellino che non riesce a segnare più fino al 20-7 dei primi dieci minuti.

Nel secondo periodo gli uomini di Sacripanti sembrano giocare con un piglio diverso, ma la palla continua a circolare con difficoltà, merito anche della difesa di Caserta. Buva prova a scuotere i suoi all’11’ con il canestro del 22-9 e, subito dopo, Green in contropiede fa 22-11. Ancora Buva risponde alla tripla di Cinciarini al 14’. Al 15’ i biancoverdi si addormentano e consentono a Bobby Jones di prendere il rimbalzo e di farsi tutto il campo in palleggio fino al canestro e fallo che sigla il 27-13. Sacripanti e i suoi ovviamente non ci stanno: Green spara la tripla che riporta Avellino sul -13 (29-16), ma Caserta è trascinata da uno splendido Siva che sforna assist. A tre minuti dall’intervallo lungo entra in partita Veikalas che mette subito una tripla e due tiri liberi che tengono in vita i biancoverdi (33-22 al 18’). Si sbaglia tantissimo da una parte e dall’altra, ma Avellino soffre molto nell’area colorata della propria metà campo. Il punteggio, poi, si mantiene equilibrato fino all’intervallo lungo con le squadre che vanno al riposo sul 35-24 in favore dei casertani.

L’inizio del terzo periodo è vietato agli amanti della pallacanestro, caratterizzato da una collezione infinita di palle perse da una parte e dall’altra, tantissimi errori; dopo tre minuti e mezzo il parziale è di un misero 2-2. Caserta è senza Siva e Acker prova a rientrare con il canestro del 37-28 a metà quarto, ma Cinciarini comincia a scaldare la mano, ancora ispirato da Siva. Parziale di 5-0 Caserta e 42-28. Avellino non reagisce e i bianconeri scappano fino al 48-30 al 28’: la tripla ancora di Acker riduce lo svantaggio (48-34). Il quarto si chiude con la tripla di Giuri che fissa il punteggio sul 53-37. Caserta sembra stanca, ma la Sidigas non ne approfitta; i bianconeri toccano anche il +21, massimo vantaggio, sul 58-37, ma a quel punto l’orgoglio va oltre le gambe. Leunen comincia a sparare triple visto che la palla dentro non arriva perché Caserta chiude bene l’area e Avellino si riporta fino al -12 (60-48 al 35’). Gli irpini provano all’assalto finale, ma la schiacciata in rovesciata di Hunt a 90’’ dal termine chiude i giochi respingendo anche l’ultimo sussulto di Green (tripla del -11 al 38’). Vince Caserta 75-66.

Pasta Reggia Caserta - Sidigas Avellino 75-66
Parziali:
 20-7; 35-24; 53-37
Caserta: Siva 18, Hunt 10, Cinciarini 13, Amoroso 11, Jones 9, El Amin 3, Gaddefors 4, Esposito n.e., Giuri 7, Ingrosso. All. Dell’Agnello.
Avellino: Norcino n.e., Veikalas 8, Acker 11, Green 8, Leunen 8, Cervi 6, Severini, Nunnally 14, Pini, Buva 11, Parlato n.e.. All. Sacripanti.
Arbitri: Dario Morelli, Angelo Caforio e Damiano Copozziello di Brindisi

Fabio Petrelli