Leunen: un leader silenzioso per una Sidigas in crescita

Il lungo statunitense è l'anima di una Scandone che punta ad essere concreta

Avellino.  

Con una condizione ancora in divenire ed un fisico che atletico non è mai stato, ma ha vissuto di sicuro periodi migliori, Maarten Leunen ha deluso in questo inizio di campionato soltanto chi guarda alla pallacanestro come un insieme di statistiche. Certo, soprattutto contro Reggio Emilia e Milano, l’ex Cantù non ha brillato, come diversamente non poteva essere. Arrivato a metà settembre in Irpinia, con una decina di chili in più sulla bilancia, il lungo statunitense non poteva per forza di cose essere pronto, due settimane dopo, ad una nuova stagione, la sesta in Serie A, varcata ormai la soglia dei trent’anni. Il valore del giocatore, però, non può essere messo in discussione. Da quando a ventitré anni lasciò l’University of Oregon con in tasca un posto nel secondo miglior quintetto di una “All Pacific 12” di livello altissimo (nel primo quintetto vi erano O.J. Mayo, James Harden, Ryan Anderson, Kevin Love e Brook Lopez. Nel secondo, Jerryd Bayless e Darren Collison), alle tante stagioni passate a Cantù, il lungo di Vancouver è sempre stato un punto di riferimento. Certo, il Leunen del 2015 non può essere quello del 2009. Ma lo statunitense è il leader silenzioso di una Sidigas in crescita. (continua sull'app "Ottopagine News")

Alessio Bonazzi