Non fosse per il fatto che Anosike è per numeri e sostanza uno dei migliori centri del campionato, venerdì contro Milano, nei quarti di finale di Coppa Italia, nessuno avrebbe notato l’assenza pesante nelle fila della Scandone. Merito di Luca Lechthaler, autore di una prestazione di altissimo livello in quel di Desio. Il trentino non solo è riuscito a tamponare l’assenza del centro statunitense ma ha composto insieme ad Adam Hanga l’asse portante della difesa biancoverde, giocando ben ventisette minuti contro i sei di media in campionato. E Lechthaler non ha di certo sfigurato nel duello con Samardo Samuels. Non è un caso che il giamaicano, nonostante i diciannove punti messi a referto, non abbia inciso tantissimo all’interno della sfida dei quarti. Il lungo trentino è stato perfetto nella difesa del canestro e ha dato il suo apporto in attacco, non tanto in termini di realizzazioni, quanto nel lavoro sporco. E proprio Luca Lecthaler può e deve essere il leader silenzioso della Scandone dal volto nuovo che dovrà cominciare a cambiare passo sin da domenica, quando al Del Mauro arriverà l’Upea Capo d’Orlando. L’ex Siena e Montegranaro deve essere l’esempio da cui deve ripartire la Sidigas per puntare ai playoff. Il trentino è simbolo di come il lavoro in palestra e l’impegno messo sul parquet possano fare la differenza, anche senza dover dare fondo ad un talento immenso. Per fare una squadra di basket, prima ancora delle qualità individuali, servono abnegazione, attenzione e voglia di sbucciarsi le ginocchia. In questo la Scandone ha probabilmente peccato nei match a cavallo tra il 2014 e il 2015, prima ancora che sotto l’aspetto tecnico. Ed allora, anche con un minutaggio che tornerà ridotto con il rientro di Anosike, Luca Lechthaler dovrà essere il leader di questo gruppo, almeno dal punto di vista etico.
Sidigas, il tuo leader è Lechthaler
L'atteggiamento del centro trentino deve essere l'esempio da seguire per la Scandone
Avellino.
