Il vino come l'arte, in grado di raccontare le storie più belle e di narrare le poesie più dolci. Ma il vino è anche sacrifici e dolori di chi sa rialzarsi dopo la tempesta pronto ad accettare sempre nuove sfide. E il vino per Riccardo Cotarella è soprattutto la storia di uomini e donne di coraggio che senza dimenticare i saperi del passato hanno saputo guardare al futuro con lungimiranza.
Ed è proprio a loro che l'enologo di fama internazionale oggi a Benevento ha dedicato gran parte del suo intervento nel corso della cerimonia di consegna della laurea ad honorem conferitagli dall'Università degli studi del Sannio.
Nella splendida cornice dell'auditorium di Sant'Agostino, gremito di persone, la cerimonia di consegna della laurea in 'Economia e management' a Riccardo Cotarella per i suoi importanti traguardi e per il suo ruolo nella nuova enologia.
Presenti alla cerimonia anche il giornalista Luciano Pignataro e Bruno Vespa che ha raccontato la sua asperienza di produttore vitivinicolo e il legame con Cotarella ed ha anche parlato del prestigioso riconoscimento "Sannio Falanghina, città Europea del Vino" (LEGGI ALTRO ARTICOLO). Numerose inoltre le autorità civili e militari presenti all’evento.
Una giornata per celebrare storie e successi di un uomo che ha creduto nel Sannio accettando dodici anni fa di guidare le cantine della cooperativa 'La Guardiense'. Una sfida che oggi è una consolidata realtà.
Un profilo di altissimo spessore il suo nel campo dell'enologia che al Sannio resta particolarmente legato. “Domizio Pigna è la persona che ha mi ha voluto fortemente qui”, ha raccontato Cotarella ricordando le mille cantine della Guardiense a cui è legato il progetto 'I mille x' e ribadendo l'importanza di “cercare nelle persone il successo delle imprese. Il rapporto umano è sempre stata la regola imprescindibili nella mia carriera, poi la scienza e la tecnologia applicata”.
Visibilmente emozionato nel parlare della sua esperienza nel Sannio, Cotarella non ha dubbi sulla capacità del vino di raccontare un territorio: “Non c'è un prodotto della natura che interpreta il territorio come il vino, forse l'arte, perché il vino è anche arte. Il territorio è il popolo che lo abita e la falanghina identifica il Sannio, un vino di carattere che non si lascia impressionare da annate negative, un grande testimone di questo territorio”. Poi il ricordo del progetto 'I Mille X': “Ho una naturale predisposizione ai rapporti umani, ma qui ho trovato un terreno fertile, la sorgente di quello che deve essere un vero rapporto umano. Persone tanto semplici quanto orgogliose della sua storia. I mille ha un significato vero: a mille soci abbiamo dedicato un progetto che è di una severità che non ha precedenti”.
Aspetto fondamentale il racconto per Cotarella anche per il riconoscimento di 'Sannio Falanghina Città Europea del Vino': “E' importante nel momento in cui il Sannio sa raccontarsi e qui c'è tantissimo da raccontare. Un bel palcoscenico perché raccontarsi al mondo insieme a Matera significa che il Sud si è svegliato non solo dal punto di vista del vino, ma anche come orgoglio. E credetemi il vino è orgoglio”.
