Legambiente: bene rinnovabili e nel Sannio esempi positivi

Tra eolico, nuove tecnologie e aziende di giovani coraggiosi il territorio è virtuoso

Benevento.  

Una Campania baciata dal sole e attraversata dal vento. Una Campania che negli ultimi anni registra una costante crescita delle energie rinnovabili, sia per quanto riguarda la produzione di energia che per la potenza installata, con un aumento del 100,8% dal 2010 al 2018 (passando da 1,4 a 2,9 GW). Oggi il 30% dei consumi complessivi di energia viene coperta da fonti rinnovabili, grazie ai 31.148 impianti diffusi nel 100% dei comuni. Il solare fotovoltaico si conferma la tecnologia più diffusa in termini numerici, con il 97,6% degli impianti, seguiti dall’eolico con l’1,9% e da impianti idroelettrici e alimentati da biomasse. In pratica grazie al totale delle fonti rinnovabilipresenti in Campania, in grado di produrre 5.053,9 GWh di energia elettrica, si potrebbero coprire i consumi delle province di Avellino e Caserta. In 102 comuni della regione le fonti rinnovabili sono già in grado di produrre più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti. Realtà che possiamo definire 100% rinnovabili elettriche.
«I numeri presentati oggi e i 31mila impianti da fonti rinnovabili già presenti offrono un quadro della Campania tutto sommato positivo, ma che necessita di un cambio di rotta e di politiche energetiche regionali all’altezza dell’emergenza climatica – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania –. Riteniamo proprio per questo troppo poco ambizioso il “Piano Energetico Ambientale Regionale”, anche se sappiamo si tratta di un preliminare in attesa di valutazione ambientale. Auspichiamo invece un piano in grado di far raggiungere alla Regione obiettivi ambiziosi al 2030 e decarbonizzazione al 2040. Ad oggi, poco o per nulla dettagliati sono gli obiettivi e le azioni sul taglio delle emissioni dei settori non Ets (Emission Trading System) come l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, settori strategici per una regione come quella campana. Nella nostra regione – conclude Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – abbiamo bisogno di un Piano che faccia dell’adattamento e della mitigazione ai cambiamenti climatici una strategia di sviluppo economico e sociale per i territori, in grado di valorizzare le risorse e le bellezze regionali. È il tempo delle scelte, e per questo serve un confronto nei diversi settori produttivi per individuare le politiche più efficaci per muovere gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili».

Nel 2017, la maggiore produzione da fonti rinnovabili arriva dalla provincia di Avellino con 1.408,7 GWh/anno, prodotti per l’88,8% grazie all’eolico. La seconda posizione, in termini di produzione, è invece occupata dalla provincia di Napoli grazie ad una produzione di 1.151,5 GWh/anno in cui il ruolo principale è quello legato alle bioenergie che producono 84,0% dell’energia da fonti rinnovabili. Seguono infine le province di Benevento con 992,1 GWh/anno e Salerno con 932,1 GWh/anno, dove dall’eolico arriva la maggior produzione, rispettivamente con il 92,1 e 46,7%. E Caserta con 569,4 GWh/anno, dove invece è il solare fotovoltaico la tecnologia che presenta la maggior produzione con il 51,4% della produzione totale da fonti rinnovabili.

In termini di installato, invece, la provincia di Avellino è quella che presenta la maggiore potenza installata con 776,4 MW complessivi, seguita da Salerno con 573,6 MW, Benevento con 549,4 MW, Caserta 509,3 MW e infine Napoli con 355,8 MW. 

C'è poi il Comune di San Marco dei Cavoti tra i primi 10 comuni 100% rinnovabili, grazie all'eolico, al fotovoltaico e ai bioliquidi. E nel rapporto viene citata anche l'azienda agricola Simone Giacomo di Castelvenere, 100% di fabbisogno energetico soddisfatto dalle rinnovabili, guidata da un giovane del territorio (Ottopagine ha già raccontato la sua storia Leggi qui). La richiesta energetica quotidiana della cantina è soddisfatta dai pannelli fotovoltaici installati su “alberi sculture” per una potenza complessiva di 8,75 kW, tale impianto è in grado di produrre circa 11.375 kWh/anno. La vinificazione per caduta, ottenuta grazie alla distribuzione a cascata degli ambienti produttivi permette di limitare, o addirittura evitare, l’utilizzo di pompe per la movimentazione del mosto nelle fasi iniziali della vinificazione. 

E citato tra gli esempi è anche il Comune di Foiano di Valfortore:" La Casa Comunale è efficientata attraverso l’isolamento termico dell’intera struttura, dotata anche di un impianto fotovoltaico di 14 kW, da un impianto solare termico di 7 mq e una pompa di calore di 56 kW, il tutto controllato attraverso un sistema di domotica. L’intervento, è in grado di coprire il il 25% dei consumi elettrici generando circa 18.000 kWh/anno di energia elettrica con un risparmio di circa 4.530 mc di gas equivalenti a 3.366 Tep e 5.950 kg/anno di CO2..Grazie al Fondo Kyoto è stata efficientata la scuola materna, attraverso un opera di isolamento termico, accompagnato dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico di 14 kW capace di generare 18.900 kWh/anno ed un risparmio di 6.248 kg/anno di CO2 e 3.534 Tep. Ulteriori interventi in via di completamento, sono l’impianto fotovoltaico di 30 kW sulle coperture degli edifici della scuola media ed elementare e un secondo impianto fotovoltaico da 6 kW sarà invece realizzato al campo sportivo comunale, garantendo energia agli spogliatoi e alle torri faro. Il terzo impianto solare, da 60 kW è in corso di realizzazione in località S. Giovanni a Mazzocca".