"Disabile sequestrato e maltrattato", arrestata una coppia

FOTO | La donna fermata in carcere mentre fa visita a Pompeo Masone, già detenuto

Nella foto la baracca nella quale il disabile era costretto a vivere

Benevento.  

Era andata a colloquio con il marito, detenuto a Capodimonte. Dove è rimasta anche lei, al pari del coniuge perchè entrambi sono stati colpiti da un'ordinanza di custodia cautelare.

Sequestro di persona, maltrattamenti e circonvenzione di incapace. Sono queste le ipotesi di reato contestate a Pompeo Masone, 53 anni e Vincenzina Taddeo, 49 anni, di Benevento ma da tempo residenti a san Giorgio del Sannio, destinatari del provvedimento restrittivo adottato dal gip Flavio Cusani in un'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri su una vicenda che, così come è stata ricostruita, ha tratti drammatici. Ne avrebbe fatto le spese, sostengono gli inquirenti, una persona disabile che a quanto pare era costretta a vivere all'esterno della casa della coppia, in una sorta di dimora allestita in uno spazio condominiale. Un uomo titolare di una pensione di cui i coniugi avrebbero usufruito. Una situazione finita al centro di un'attività investigativa che si è tradotta nell'acquisizione di una serie di elementi che hanno indotto la dottoressa Felaco a proporre ed ottenere l'arresto della coppia. 

Questa mattina l'esecuzione della misura per Pompeo Masone e Vincenzina Taddeo -  sono difesi dall'avvocato Vittorio Fucci-, mentre la donna era andata a far visita a Masone. Che, come si ricorderà, a 'Capodimonte' era entrato lo scorso 16 febbraio perchè ritenuto responsabile di tre incendi d'auto registrati a Benevento tra novembre e dicembre 2017. Addebiti prospettati in un'ordinanza dello stesso gip Flavio Cusani in un'inchiesta del pm Felaco e dei carabinieri.  Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Masone aveva respinto tutte le accuse, affermando di essere dipendente dall'alcol e, dunque, non sempre in condizione di lucidità. 

Per i due coniugi è stato anche disposto il sequestro del conto corrente dove veniva evidentemente accreditata la pensione del disabile. Secondo l'accusa il giovane disabile era costretto “a svolgere – si legge in un comunicato a firma del Procuratore Capo Aldo Policastro – l'attività non autorizzata di parcheggiatore a San Giorgio del Sannio”.

Dalle indagini avviare ad ottobre scorso è emerso ancora che “la povera vittima era tenuta in uno stato di assoluta soggezione anche attraverso minacce, percosse e lesioni”. Il giovane era stato relegato in una baracca di lamiera all'esterno della loro abitazione, accanto ad un pollaio. Un ricovero senza finestre e servizi igienici e munito di un lucchetto che a volte veniva chiuso nelle ore notturne. Durante alcuni controlli all'interno della struttura, poi sequestrata per abusivismo edilizio, i carabinieri avevano trovato il disabile adagiato su una brandina con addosso solo una leggera trapunta nonostante il freddo.

“Il trentasettenne - spiega ancora il Procuratore Aldo Policastro – subiva e reagiva con l'innocenza di un bambino, per le sue condizioni psichiche, ai continui rimproveri e vessazioni nonché agli sfruttamenti posti in essere dagli indagati... In alcuni frangenti i due indagati addirittura minacciavano la persona offesa di spezzarle le gambe e di percuoterla con un bastone, qualora non avesse obbedito ai loro turpi ordini”.
Ora il 37enne disabile è stato affidato ad un centro di assistenza.

Al.Fa