Ha convalidato l'arresto ed ha rimesso in libertà l'indagato. E' quanto stabilito dal gip Maria Ilaria Romano per Alessandro Straccia (avvocato Antonio Leone), 45 anni, tecnico informatico, da due giorni ai domiciliari perchè ritenuto responsabile di favoreggiamento nei confronti di Corrado Sparandeo, 33 anni, di Benevento, scovato nella sua abitazione di via Cifaldi.
Nel motivare la sua decisione, adottata dopo l'udienza di questa mattina – vedi altro servizio - il giudice sottolinea che “i gravi indizi di colpevolezza risultano più incerti da una lettura approfondita e complessiva degli atti”, che “non vi sono elementi per ritenere che Straccia stesse offrendo ospitalità duratura allo Sparandeo, in assenza, al momento della perquisizione, di elementi idonei a far ritenere una permanenza stabile dello stesso Sparandeo nell'abitazione in cui Straccia abita con la sua famiglia (totale assenza di effetti personali dello Sparandeo)”.
La dottoressa Romano rileva inoltre “che, sotto il profilo psicologico del reato contestato, l'ordine di esecuzione (la pena da scontare ndr) veniva notificato allo Sparandeo soltanto nella serata del 5 agosto, e che, pertanto, la condizione giuridica dello Sparandeo poteva non essere precisamente conosciuta dall'indagato”, e che, poiché Sparandeo “è cugino della moglie dell'indagato, neppure del tutto inverosimile può essere ritenuta la ricostruzione offerta da Straccia in ordine alle motivazioni per le quali Sparandeo si trovasse nella sua abitazione, e quindi, all'occasionalità dell'incontro”. Da qui, sul versante delle esigenze cautelari, poiché Sparandeo è in carcere, l'assenza di “pericolo attuale e concreto di reiterazione del reato”. Nessua misura cautelare, dunque, e ritorno in libertà per il 45enne.
