Polizia, "il percorso criminale", il timore del sequestro beni

Ottantaquattro le pagine dell'ordinanza di arresto per il 57enne di Benevento

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Benevento.  

C'è una circostanza, in particolare, che il gip Gelsomina Palmieri sottolinea nell'accogliere la richiesta di arresto nei confronti di Polizia, avanzata dalla Procura nel maggio del 2020, sul presupposto del pericolo di reiterazione del reato e dell'inquinamento delle prove. Si tratta, secondo il giudice, di quanto si “è verificato di recente”, con la cessione di due attività. E' “significativo – scrive -che tale operazioni siano state poste in essere in concomitanza con le operazioni di sopralluogo esperite dalla polizia giudiziaria procedente e verosimilmente con la notifica delle richiesta di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari attraverso le quali l'indagato ha avuto contezza e certezza dell'esistenza di un procedimento a suo carico”.

Dunque, continua la dottoressa Palmieri, “appare altamente probabile, anche in considerazione della tempistica, che tali condotte poste in essere in rapida successione tra loro e senza una ragionevole spiegazione, sino state realizzate ancora una volta al fine di sottrarre allo Stato i propri beni e ad ostacolarne l'identificazione e l'accertamento”.

Attenzione puntata, poi, sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, di cui le intercettazioni “confermano l'attendibilità e la credibilità laddove rappresentano in modo chiaro ed insuscettibile di diverse interpretazioni la circostanza che le singole attività commerciali fossero sistematicamente intestate fittiziamente da Polizia Salvatore a vari componenti del suo nucleo familiare”. Perchè “le direttive e le indicazioni su come gestire i beni, gli esercizi commerciali, tenere i conti correnti, prelevare i soldi, coprire ed incassare gli assegni, pagare forniture di beni e servizi, gestire i dipendenti e gli eventi, procurarsi la documentazione necessaria, curare ogni adempimento necessario all'espletamento dell'attività commerciale, promanavano sempre dal reale dominus ovvero da Polizia Salvatore”.

E ancora: nelle 84 pagine del provvedimento restrittivo si legge che “è altrettanto evidente la finalità degli atti di intestazione fittizia, che sono diretti ad ostacolare l'accertamento della sua reale di disponibilità patrimoniale al fine di eludere le disposizioni in tema di misure di prevenzione patrimoniale”.

La finalità “in questione – spiega il Gip - “può comprendersi agevolmente dall'esame di quello che il Pm definisce correttamente il “percorso criminale” dell'indagato, il quale, ben consapevole della possibilità che potesse essere disposta nei suoi confronti una misura di prevenzione patrimoniale ( e tanto alla luce delle numerose condanne riportate, misure cautelari personali applicate e misure di prevenzione personali), effettuava attribuizioni fittizie, trasferimenti ed avvicendamenti nelle compagni societarie e nelle attività commerciali da lui steso gestite, al fine di rendere il proprio patrimonio impermeabile e non attaccabile da provvedimenti giudiziari di sequestro”.