Benevento, il valore di quei punti poco apprezzati

Il Vicenza valeva più di quanto si pensasse, anche se qualche errore è stato commesso

Benevento.  

Da dove volete che partiamo? Ma sì, facciamolo dalla fortuna. Il Vicenza ha colpito due pali, pomeriggio baciato dalla buona sorte quello del Benevento. C’è da vergognarsi? Non pensiamo. Quante volte ce la siamo presi con la Dea bendata che s’è girata dall’altra parte quando hanno giocato i giallorossi? Come si dice? In un campionato fortuna e sfortuna finiscono col bilanciarsi. E se non sarà così, non ci metteremo certo a pesarle sulla bilancia. Tanto più che quando si è sfortunati si preferisce dire che si è giocato male…

Valutiamo bene questo punticino che tutti volevamo fossero tre. A volte sono proprio i punti meno apprezzati quelli che valgono di più. Era pensiero comune che il Vicenza fosse tra le squadre più scarse di questo campionato, ma forse molti sbagliavano. Per altro dopo l’avvento di Bisoli l’organico ha iniziato a compattarsi e l’allenatore bolognese ha cominciato a ritrovare giocatori importanti per il suo gioco. A partire da Giacomelli e D’Elia che compongono la “catena” di sinistra della squadra che due anni fa terminò terza nel campionato di B e partecipò ai play off per la serie A. Sefano Giacomelli soprattutto è un giocatore importante, che farebbe le fortune di qualsiasi squadra in B. Viene da un lungo infortunio, da un intervento chirurgico che gli ha fatto saltare parecchie partite in avvio. Ora sta raggiungendo la condizione migliore. E si è visto.

Il giudizio sul Vicenza arrivava soprattutto sulla base di quello zero nella casella delle vittorie interne. “Se non ha mai vinto al Menti – si diceva – non può essere un grosso pericolo per la nostra squadra”. Invece, anche per la legge dei grandi numeri la pericolosità aumentava. Le partite casalinghe dei vicentini sono tutte un programma: tre sconfitte abbastanza immeritate, a cominciare dalla prima col Carpi (0-2 col 62% di possesso palla), per andare a quella col Perugia, per finire a quella col Latina (0-1 con rigore nel finale fallito da Bellomo), ma anche i pareggi sono andati sempre molto vicini alle vittorie. Fuori la squadra veneta ha vinto tre volte: a Salerno, Pisa e Trapani, denotando vivacità che non può essere quella di una squadra votata alla retrocessione. Insomma rivalutare il Vicenza, consente di rivalutare anche questo pareggio.

Che non significa bendarsi gli occhi di fronte a ciò che non ha funzionato. Certo, la squadra giallorossa ha sofferto troppo. Soprattutto sulla sua corsia di destra. Ecco, dopo aver deciso di rinforzare il centrocampo in ampiezza con l’ingresso di De Falco, forse si sarebbe potuto rinforzare anche la 'catena' di destra. Un po’ quello che Baroni fece in via preventiva contro lo Spezia, impiegando Gyamfi e Venuti per tamponare le volate di Migliore. Non è sbagliato essere machiavellici: il fine giustifica il mezzo. Se occorre cautelarsi, perché non farlo?

Ma il tecnico fiorentino sa bene quello che fa, gestisce al meglioil gruppo e certamente in settimana lavorerà su qualche lacuna emersa a Vicenza. La prossima settimana sarà meno stressante anche dal punto di vista mentale, è lontano il lunedì della sfida col Cesena. Insomma c’è tutto il tempo per recuperare forze e serenità mentale. Ci sarà da sostituire Lopez sul versante sinistro: l’uruguaiano era diffidato ed è stato ammonito. Pezzi è pronto a ritagliarsi un altro piccolo importante spazio.

Franco Santo