Benevento, la parola chiave è reazione

Rispondere presente dopo il ko di Lecce e ritrovare l'identità che ha reso grande la strega

Benevento.  

Sognare un grande Benevento non è reato, specie dopo averlo visto all'opera più volte in questo campionato. Un girone di andata da romanzo e una fase centrale di autorità potrebbero non bastare al cospetto di una Salernitana continua e determinata. Temi già affrontati in più di un'occasione, capaci di scatenare riflessioni tra tifosi e addetti ai lavori. Reazioni spesso contrastanti ma non per questo contraddittorie. Il concetto è il solito, esposto in passato dal presidente Oreste Vigorito, ribadito dall'allenatore Fabio Brini e ripreso giusto ieri dal terzino Vedran Celjak: se la Salernitana vincerà questo campionato ci sarà da stringergli la mano. Il ritmo tenuto dalle due apripista in effetti è tambureggiante, degno dei duelli più entusiasmanti. Accettare di perdere un campionato dopo aver messo fuori causa a spallate qualsiasi tipo di record sarebbe difficile per entrambe ma al contempo eliminerebbe i rimpianti. Provarci fino alla fine, crederci fino in fondo e sperare di tagliare per primi il traguardo finchè la matematica non dirotterà una delle due ai play off. Il Benevento deve reagire. Deve farlo per svariate ragioni, non ultima il sacrificio. Da Roccaporena in poi la squadra ha lavorato sodo per scoprite i propri limiti e provare a superarli riuscendo con frequenza nell'intento. Lo ha fatto anche la Salernitana, il cui ruolino certifica un +5 individuabile in una statistica eloquente. Qualche giorno fa scrivemmo del ruolino in trasferta, oggi accenniamo alla parola reazione. I granata hanno totalizzato diciassette punti in partite che sembravano essersi messe male, il più delle volte su campi palustri, in cui le sabbie mobili sono all'ordine del giorno. Diciassette punti messi in carniere reagendo a una situazione di iniziale svantaggio contro i dodici del Benevento. Più cinque, appunto. Se la matematica non è un'opinione, i giochi possono considerarsi ancora aperti. Alla strega il compito di crederci, reagire e osare fino in fondo.

Francesco Carluccio