Ora tutti diranno che battere la Reggina è stato uno scherzo da ragazzi. Il risultato finale va oltre la realtà, non perchè questa vittoria sia stata un'impresa, ma perchè non esiste avversario in questo campionato che scenda in campo per perdere. La Reggina ha una scure sulla testa chiamata Tfn (Tribunale federale Nazionale), pare che il procuratore Palazzi abbia chiesto addirittura una ventina di punti di penalizzazione. Se le andrà bene, la società del presidente Foti se la caverà con una decina di punti in meno. Il baratro è vicino, la retrocessione pure. Ma quando si scende in campo si dimentica tutto. E si gioca per provare a fare punti. Hai visto mai...? Alberti poi deve essere un diretto discendente di Nereo Rocco, il patròn che fece grande prima il Padova e poi il Milan. Erano i tempi del catenaccio, del gioco a uomo, del libero e dello stopper. Alberti se ne deve ricordare ancora, perchè Cirillo, che di anni ne ha 38, fa proprio il libero vecchia maniera, dietro i due stopper (!) che devono tenere a bada Eusepi e Marotta. Perde un uomo nell'economia del gioco, la Reggina, ma copre la difesa come e più di quanto non abbia fatto finora. Il Benevento tatticamente è sempre lo stesso: 4-4-2, questa volta addirittura con due esterni veri, vista l'assenza di Alfageme che non è stato neanche convocato. L'argentino parte da esterno, ma finisce quasi sempre per fare l'attaccante aggiunto. Non così Melara e Kanoutè che sono diligentemente sulle fasce. E sono loro in principio a fare la differenza. Il capitano non ha grande autonomia, ma l'avvio è scoppiettante. In quanto al giovane senegalese, finalmente gioca una partita fatta di intelligenza e continuità.
Ma più di tutti è la partita di Gaetano D'Agostino. E' vero che lo sloveno Zibert lo guarda da lontano e non lo aggredisce mai, ma questa volta l'ex nazionale impreziosisce la sua prova con un gol, il primo in maglia giallorossa e con cinque-sei cambi di campo alla sua maniera. Aperture di quaranta metri che sono palloni telecomandati. E' la più bella notizia del sabato al Vigorito. Perchè il 4 a 0 non toglie e non aggiunge nulla alla classifica della strega, anche se tiene in vita quelle speranze un po' folli di rosicchiare sei punti alla Salernitana a quattro giornate dalla conclusione.
Le buone notizie sono in fondo copiose. E riguardano non solo Dì'Agostino. Mettono di buon umore il ritorno di Melara e la prestazione di Kanoutè. In parte anche quella di Som, che inizia male, ma chiude in crescendo, e di Pezzi, che mette un'altra... pezza all'organico giallorosso che mostra qualche falla. L'infortunio di Padella non ci voleva, non lo meritava un giocatore generoso come il romano. Avrebbe potuto finalmente giocare una partita per intero e nel suo ruolo, invece il destino gli è stato avverso. E' andata bene ad Eusepi e Marotta che erano diffidati e sono usciti dal campo senza danni. Sono entrambi pronti per la battaglia di Matera. In Lucania e al Menti si farà il destino di questa stagione. Il Benevento c'è, non si tira indietro.
Franco Santo
