Ognuno è padrone del suo destino, anche quando sembra che questo possa essere condizionato pesantemente dagli altri. Certo, il Benevento dovrà sperare che la Salernitana scivoli più di una volta nelle ultime quattro partite per rivoluzionare un verdetto che invece sembra già scritto. Eppure la strega rimane saldamente in possesso del suo futuro, sia che varchi la soglia principale della serie B, sia che debba varcare lo ‘stargate’ sempre più ristretto dei play off. Ci si ritrova a fare conti complicati per capirne di più, ma man mano che il tempo passa ci si accorge che non servono a nulla. Sabato i giallorossi sfideranno il Matera nel suo momento più felice. Non dal punto di vista della condizione, ma da quello della posizione di classifica. I lucani sono solitari al quarto posto e vedono i play off. Giocheranno col coltello tra i denti (ma chi non lo fa…?) perché nonostante qualche scivolone in queste ultime settimane sono quelli che ci credono di più. Il Lecce che aveva fatto la voce grossa col Benevento si è di nuovo piegato in due davanti al “terribile” Melfi. E allora quanto può contare pensare agli altri, sperare, in caso di disputa dei play off, di prendere un avversario anziché un altro. In questo momento sarebbe il Matera, ma nelle ultime quattro partite potrebbero succederne di ogni colore. Ecco perché pensiamo che sia meglio guardare in casa propria e rimpossessarsi del proprio destino. Il Benevento che ha battuto la Reggina non è stato perfetto e non poteva esserlo viste tutte le assenze che lo hanno falcidiato. Ma da questa partita bisogna prendere il meglio e puntare diritti al traguardo. Gli amaranto non erano la squadra più difficile da affrontare, ma valevano l’Aversa di un mese fa, quello che rischiò di vincere la gara al Vigorito. Squadra chiusa a doppia mandata, cinque difensori col libero staccato. Quando non ti gira, fai fatica anche contro una squadra di dilettanti che si schiera così. Il Benevento ha avuto pazienza ed è cresciuto nel corso della partita. Hanno cominciato a carburare giocatori che devono avere sempre un ruolo da protagonista, a cominciare da Gaetano D’Agostino. Se c’è uno che può prendere per mano questa squadra quello è proprio lui. Ma deve proseguire sul solco tracciato ieri. Regia lucida, qualche passo più avanti e con Agyei a coprirgli le spalle. Quando a Roccaporena Brini provava il suo primo 4-2-4, De Falco giocava così. Aveva l’imperativo di non sbagliare un pallone: “Altrimenti gli avversari con una palla lunga ci superano e vanno a farci male”, gridava Brini. Si ritorna a quei primi momenti. C’è di nuovo Melara che alza il baricentro, e Kanoutè non ha fatto rimpiangere Campagnacci, attaccando gli spazi e coprendo bene in fase di non possesso. Celjak s’è ritrovato nel secondo tempo, quando ha trovato gli spazi che gli ha procurato Melara, Som ha fatto lo stesso sull’altro versante. Per diventare perfetti c’è tempo. Se si va in B direttamente non ce ne sarà neanche bisogno, se dovessero essere play off questo Benevento si sta attrezzando bene.
Franco Santo
