Era nell'aria la festa. Quando per i sanniti arrivò implacabile la sconfitta di Lecce, a Salerno s'è festeggiato in largo anticipo la promozione in B. Il diesse Fabiani, vecchio marpione, aveva già gridato alla cautela. Qualcuno come Calil (volto noto alla strega) aveva ironizzato sul “più o meno” cinque. E' il gioco delle parti. Non c'è da stupirsi. Qualcosa però è cambiata da illo tempore. Sacrosante e legittime le vittorie delle due rivali contro Lupa Roma e Reggina. Pensare ad un cambio di scenari nella scorsa giornata di campionato sarebbe stato inimmaginabile perfino per gli inguaribili ottimisti in casa strega. Contro i capitolini zero difficoltà, lo si sapeva. Ma con la Juve Stabia? Quei sorrisini, quelle certezze che hanno accompagnato le scorse settimane stanno lasciando il posto alla paura di non farcela. Al Menti sarà battaglia. Lo promettono gli stabiesi che non hanno alcuna intenzione di perdere il terzo posto. E una battuta d'arresto sul sintetico di Castellammare con una vittoria esterna dei giallorossi riaprirebbe tutte le strade. Non ci vogliono pensare a Salerno. Sarebbe la beffa, troppo dura da mandar giù. Menichini blinda la squadra. L'adrenalina sale. I granata hanno tutto da perdere. Il Benevento dovrà essere sereno e concentrarsi solo sul Matera. Cosa possibile grazie all'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive che ha ripristinato la contemporaneità. Qualcuno ha detto soprattutto a Salerno che sia Brini che la società sannita sono riusciti nell'intento. Ma il proverbio: “a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca” non trova stavolta conferme sul campo. Il Benevento non c'entra nulla col cambio d'orario così come la Lega Pro che ha dovuto semplicemente accettare la decisione dell'Osservatorio, spinto forse da un motivo di ordine pubblico. E allora, prego, entrate pure paura e speranza. La prima appartiene ai granata, la seconda agli stregoni. S'incrociano le dita nelle due città. Di una cosa però si è certi: questo campionato ha già regalato tante sorprese. Una in più, una in meno, cosa cambia?
Sonia Lantella
