Vasto, terra di amarcord. Un personaggio è annunciato. Quel Francesco Micciola, centravanti della squadra giallorossa nella stagione 95-96, uno che faceva a sportellate con chiunque, che segnava gol importanti e divenne presto l’idolo della curva giallorossa nonostante un’annata non certo esaltante per il Benevento che si salvò solo all’ultima giornata (contro il Frosinone, toh…). Micciola, 49 anni ma il volto e il fisico di un ragazzino, è il direttore sportivo della Vastese. E anche tra i più emozionati a vedere la sua vecchia squadra che dovrà giocare nel massimo campionato: “Vi divertirete quest’anno”. Anche lui punta a qualcosa di importante, ma sotto traccia: “Vogliamo fare un bel campionato di serie D, ma senza spendere tanto. Il nostro obiettivo è riportare gente allo stadio”. Bello il teatrino finale con Fabio Lucioni che gli consiglia ancora tre acquisti, tra questi un centrocampista che sappia inserirsi in attacco: “E’ quello che vi manca”. Micciola incassa il consiglio e dice che la pensa alla stessa maniera: complimenti al capitano giallorosso che ha letto bene il valore degli avversari nello spazio di un’amichevole. L’ex centravanti sannita si racconta brevemente: “Abito a Giulianova, faccio un’ora di auto e vengo a Vasto. La società si fida di me, spero di regalarle qualcosa di importante”. L’altro amarcord è assolutamente inatteso e anche piuttosto datato nel tempo. Nasce a sorpresa, quando si arriva al bar dello stadio per prendere un po’ d’acqua e rinfrescarsi di un pomeriggio torrido. “Siete di Benevento? Sapete, mio padre ha giocato nella vostra squadra”. Ma davvero? “Sì, si chiamava Fernando Ascatigno, era centravanti. E pure bravo”. Qui c’è bisogno di un almanacco o di qualcuno che abbia memoria buona e qualche capello bianco: Fernando Ascatigno è il centravanti della Sanvito Benevento nel campionato di serie D 1962-63. Hai detto niente, storia di 64 anni fa… Lo acquistò lo storico presidente Bartalucci a novembre del 62 dalla Portacivitanovese che giocava in C perché la squadra beneventana aveva qualche problema in attacco: Ascatigno segnò 12 gol in un campionato appassionante, pieno di derby, vinto dalla Casertana con appena 2 punti di vantaggio sulla Sanvito. Uno dei gol più importanti fu proprio quello della vittoria al Meomartini contro i rossoblu di Terra di Lavoro: un gran colpo di testa e la squadra beneventana si avvicinò alla capolista per contenderle fino in ultimo l’unico posto valevole per la promozione. “Papà è morto qualche anno fa, ma in famiglia ricordava spesso quel campionato. Gli era rimasto nel cuore”, racconta il figlio che ha la gestione dei bar dell’Aragona. L’amarcord che non t’aspetti.
f.s.
