Benevento-Perugia due mesi e dieci giorni dopo. Un “remake” che fa tornare alla mente quei momenti di magia vissuti tra la fine di maggio e gli inizi di giugno. Questa volta è Tim Cup, la posta in palio è decisamente inferiore a quella dell’ultima volta, ma per tanti che saranno nelle file del Grifo può essere un motivo in più per far bene. Appena battuto il Gubbio, il difensore Belmonte si affretta a etichettare questa sfida come qualcosa che non può neanche lontanamente paragonarsi a quelle di fine maggio: “Non è la partita della vendetta. Lo dico con convinzione, del resto due mesi fa la colpa è stata nostra a buttare via la nostra possibilità. Il Benevento non c’entra, perché mai dovremmo cercare la vendetta? Giocheremo un test significativo contro una squadra forte”. Le parole sagge del difensore perugino non trovano riscontro nella testimonianza di Federico Giunti, neo allenatore del Grifo: “Quando ho avuto i primi colloqui con i ragazzi, non ce n’è stato uno che non mi abbia raccontato quelle due partite di play off. C’era ancora tanta delusione, voglia di rimettersi in gioco su un campo che non gli ha portato bene”. Sentimenti legittimi dopo tutto, ma Giunti ha altro per la testa: “Bè, ora penso che bisogna anche superare queste cose per pensare al futuro e programmarlo nel migliore dei modi”. Rispetto al passato, Giunti schiera la sua squadra col 4-3-3. A Benevento dovrebbero ancora mancare Del Prete, Di Carmine e Mustacchio che non sono al meglio. Ma ci sarà una grande “batteria” di ex: a partire da Cristian Buonaiuto in gol contro il Gubbio, per andare a Damiano Zanon, per finire a Raffele Bianco, un altro che avrà qualche sassolino da togliersi calcando nuovamente l’erba del Vigorito.
Giunti: "Non c'è giocatore che non ricordi quei play off"
Ma Belmonte replica: "Non è la partita delle vendetta"
Benevento.
