Numeri sulle maglie, che passione: ecco quelli giallorossi

D'Alessandro ha il 7, il numero di Carmelo. Molti hanno mantenuto la vecchia numerazione

Benevento.  

Molti diranno: è solo un numero. Ma per tanti giocatori quello sulla maglia è qualcosa di più. Può essere una scaramanzia, un ricordo particolare, oppure semplicemente quello a cui si è più legati per via di un evento accaduto. Per altro in serie A non c’è l’obbligo, come in B, di seguire una numerazione progressiva e che non andasse oltre i componenti della rosa. Come dir che in B è impossibile trovare un 88 o un 95. In A fino al 99 tutto è lecito. Il Benevento ha scelto i suoi numeri. Quelli più sobri, per così dire, sono dei portieri: 1 a Belec, 12 a Piscitelli, 22 a Brignoli. Tutto secondo regola. Una particolarità: dei giallorossi della scorsa stagione solo due hanno cambiato il numero della maglia: Viola è passato dal 35 al 14, che ricorda solo in parte il 4 avuto a Novara, Terni e Reggio Calabria. L’altro è Eramo che ha abbandonato il 34 per riprendersi il suo amato 27, un numero che lo lega al nonno scomparso. C’è anche Puscas tra quelli che hanno cambiato numero: il centravanti rumeno l’anno scorso aveva avuto il 24, quest’anno aveva scelto l’11, ma non aveva fatto i conti con Coda che dopo aver scelto l’88 ha deviato proprio sull’11. Morale della favola, Puscas ha poi scelto un nuovo numero: il 34. Gli altri hanno mantenuto il numero dell’anno scorso: capitan Lucioni si è tenuto stretto il suo 5 avuto anche a Reggio, Camporese ha confermato il 15 della promozione, Venuti il suo 23, Del Pinto non ha mollato il 4 con cui ha esordito in B. Stessa cosa per la “belva” Ceravolo affezionato ormai da anni al suo numero 9, che è stato tale anche a Terni e Reggio, non a Bergamo: con l’Atalanta il buon Fabio aveva il numero 70. Anche Chibsah ha confermato il 13 della promozione, un numero che gli aveva portato fortuna anche a Sassuolo nell’anno della scalata alla serie A: il ghanese ha scansato ovviamente il 22 di Frosinone, un anno non particolarmente fortunato. Riconferma anche per Giamfi che si è ripreso il suo 18.

I nuovi. Letizia ha scelto il 3, lo stesso numero che aveva l’anno scorso a Carpi e che ha avuto anche nella stagione rpecedente in serie A. Ha invece cambiato il suo numero Di Chiara: l’anno scorso aveva il 27, quest’anno per nulla superstizioso, si è preso il 17. Sulle spalle di Djimsiti è finito il numero di Walter Lopez, il numero 6, con la speranza che gli porti altrettanta fortuna. Il giovane Gravillon che all’Inter aveva il 41 si è preso invece il 95. Costa ha scelto il 21 dopo aver avuto ad Empoli e Parma il 15 sulla schiena e per 3 anni con la Samp il numero 3. Sulle spalle di Cataldi ci sarà il numero 8. Il romano lo aveva avuto solo nella Primavera della Lazio, perché lo scorso anno al Genoa aveva il 94, mentre in prima squadra alla Lazio aveva avuto il 5, il 32 e il 38.

Il numero di Carmelo. Il 7 va sulle spalle di Marco D’Alessandro. L’ex atalantino ce l’ha anche sul profilo Instagram ed è legatissimo al suo numero di maglia avendolo avuto a Bergamo e prima a Cesena. Ora, in giallorosso, ha una responsabilità in più, visto che quel numero è stato di un’icona del calcio beneventano, Carmelo Imbriani. Il 10 è stato ancora una volta appannaggio di Amato Ciciretti, che a quel numero non rinuncerebbe mai, lui che è cresciuto nel mito di uno dei più grandi numeri 10 italiani, Francesco Totti. Infine Massimo Coda. Aveva scelto inizialmente, lo abbiamo detto, l’88, un numero che aveva avuto nella sua precedente esperienza in A a Parma. Poi ci ha ripensato ed ha optato per l’11. In qualche caso è meglio voltare pagina. E anche numero.