Benevento, niente drammi. Ma quanti errori!

Tante cose da rivedere, ma anche rinforzi dal mercato

Benevento.  

Così fa male. Che sia Tim Cup, amichevole o campionato. Aprire una stagione con uno 0-4 casalingo è come ricevere un pugno nello stomaco appena svegli. Poi ci si può consolare con le solite frasi: “… che ci importa della Coppa Italia…”, “… al primo turno ci sbattono sempre fuori, porta bene…” o addirittura “… è meglio così, ci concentriamo sul campionato…”. In realtà, al di là delle frasi fatte e le parole di circostanza, appare giusto non farne un dramma. L’applauso finale della Curva Sud alla squadra deve essere un insegnamento per tutti. Lo ha sottolineato anche Baroni in sala stampa: “Il pubblico è stato straordinario, la nota più bella di questa serata. Noi dovremo costruire qua dentro il nostro campionato. Il supporto non dovrà mai mancare. Ci saranno delle sconfitte, ma sarà la gestione di questi risultati che ci darà l’esatta dimensione di quello che possiamo fare”.

Le attenuanti. E’ evidente che Benevento-Perugia ruoti su tre punti fondamentali: i gol falliti in attacco nella prima mezz’ora, la rete subita da Cerri con la difesa giallorossa troppo “passiva”, l’espulsione di Cataldi. Non amiamo i “se” e i “ma”, il calcio li ripudia sempre, però è evidente che segnando almeno uno di quei gol in apertura la partita avrebbe vissuto un’altra storia. Ma non vogliamo appellarci alle attenuanti, non le ha cercate neanche Baroni che ha sottolineato i troppi errori fatti dalla sua squadra. Quando si sbaglia troppo si finisce col perdere, è risaputo. La speranza è che si sia trattato di una serata storta, che non si ripeterà più in futuro.

Squadra fragile. Per molti versi la squadra ha lasciato questa brutta impressione in chi l’ha vista. Troppo fragile, sia sul piano fisico che su quello psicologico. Una squadra che ha avuto poche certezze a cui aggrapparsi. Brutta la “passività” con cui si è subito il primo gol, con Zanon libero sulla fascia destra (la sinistra difensiva giallorossa) di crossare e con Cerri praticamente a battere di testa senza alcuna opposizione. Ma anche prima del gol, la difesa si era aperta pericolosamente con Han neutralizzato da Belec in uscita. In dieci tutto è diventato più difficile perché di questi tempi è ancora più dura regalare un giocatore agli avversari, ma forse sarebbe stato meglio togliere un attaccante anziché Ciciretti che stava costruendo buon gioco. La “catena” di destra era stata la cosa migliore del primo tempo e l’averla spezzata non ha sortito grandi risultati. Un capitolo a parte merita Vid Belec. Il tecnico ha ribadito la sua fiducia (ci mancherebbe, siamo alla prima uscita stagionale..) ed ha fatto intendere che per ora le gerarchie non corrono rischi. Belec ha sicuramente bisogno di serenità, dopo una serata che non l’ha visto protagonista. Ha sbagliato davvero tanto in tutti i fondamentali: la presa, le uscite. Troppo brutto per essere vero, la speranza è che sia stata una serata storta. Da cancellare subito.

Mercato. Gli ultimi colpi saranno fondamentali. Riferito ai giocatori “over”, quelli più esperti, il Benevento ne ha a disposizione quattro (cinque se cederà anche Eramo). Un paio dovrebbero arrivare questa settimana in modo da rimpolpare una rosa che così com’è sembra davvero molto ristretta. Baroni conta di recuperare Ceravolo e già questo consentirà di avere tre attaccanti a disposizione sui due che andranno inizialmente in campo. Ma qualcosa dovrebbe accadere a centrocampo. C’è il greco Kone in rampa di lancio, ma anche Memushaj che in Abruzzo danno già in giallorosso. Poi bisognerà rivolgere l’attenzione sull’attaccante. Ma lì, probabilmente, bisognerà attendere gli ultimi giorni di mercato. A Marassi bisognerà stringere i denti. E cambiare registro rispetto alla sfida di Tim Cup.

Franco Santo