Al tifoso beneventano la Samp rievoca ricordi belli. Non tanto per gli unici due precedenti che hanno visto la Strega sconfitta, ma per il contorno, l'atmosfera che in quelle due magiche serate il popolo sannita ha avuto modo di vivere. Un contesto totalmente diverso rispetto a quello a cui si era abituati. Tra l'altro i blucerchiati vantano anche un alone di “vecchio calcio” particolare. Il Marassi, poi, è quel classico stadio che vorrebbero tutti. Uno “stile inglese” che in Italia fino a pochi anni fa era una peculiarità solo di Genova, prima degli avventi dell'Allianz Stadium e del Dacia Arena. Per il Benevento, la Samp può essere considerata come quell'amica che ti aiuta a fare un passo in avanti. Sì, perché quando nel 2006 ci fu il primo incontro tra queste due squadre, il Benevento veniva da un'annata deludente in C2 dopo il fallimento dello Sporting. Incontrare al Vigorito una squadra di serie A è stato come una manna dal cielo, un sogno ad occhi aperti. Lì ci fu il primo passo, la prima volta in cui i giallorossi sfidarono una compagine così importante in Tim Cup dopo le sporadiche apparizioni negli anni ottanta.
Il secondo passo è del 2013, quando oltre ottocento beneventani si recarono a Marassi. Una vera e propria novità, dato che fino a quel momento la compagine sannita non aveva mai fatto tappa nel maggiore impianto sportivo di Genova. C'era chi, con gli occhi sbarrati, non voleva perdersi neanche un minuto di quel meraviglioso spettacolo. L'accostamento tra i due loghi dei club creava quasi soggezione. C'era chi, quasi da profeta, era certo di ritornarci e aveva ragione. Adesso è una piacevole realtà. All'esordio nel campionato di serie A non poteva capitare un'avversaria migliore per chiudere il cerchio avviato in quella lontana estate del 2006. La tifoseria è pronta a vivere un'altra notte magica tra Sampdoria e Benevento; questa volta, magari, con un risultato diverso.
foto tratta da www.fotogenova.org
Ivan Calabrese
