SCUGNIZZERIA. Benevento-Torino da zero a dieci

"Zero alla 'ciorta' che da queste parti sta diventando merce rara. Streghe, veniteci in soccorso"

Benevento.  

Zero: Alla fortuna, alla classica “ciorta” che da questa parti è sempre merce rara. Quasi quasi ci stava stretto pure il pareggio ed alla fine invece ci ritroviamo “curnut e mazziat” ed ancora a zero punti in classifica. Ma non eravamo la terra delle streghe? Care janare, veniteci in soccorso, ripiantiamo un po’ di noci, riesumiamo “gli agli e frattaglie”, insomma… facimm caccos’ per non intossicarci più ogni santa Domenica.

Uno: come l’unico vero tiro in porta del Torino che ci ha castigato; mai come ieri un Belec inoperoso ed incolpevole sembrava davvero stesse facendo più il portiere di albergo che il portiere di calcio. Ci avevano provato i suoi compagni con un quasi autogol a risvegliarlo dal letargo; purtroppo la purga ce l’ha servita il.. Falque quasi omonimo del famoso confetto, quando ormai non te l’aspetti più.

Due: come i due prossimi terribili match che ci attendono. Napoli e Roma sono inavvicinabili per paragone degli 11 in campo. Siamo consapevoli che potrebbe finire in goleada e che potremo ritrovarci ancora a zero punti il prossimo mercoledi sera. Troppo divario di mezzi e di uomini, ma il calcio è una scienza imperfetta nella quale l’imponderabile è sempre dietro l’angolo. Sperare non costa nulla, l’importante, se dovesse andare tutto male, è non fare drammi e continuare a dare battaglia.

Tre: come le disattenzioni, gli errori che dimostrano la nostra esperienza in questa categoria; un fallo laterale battuto dalla loro trequarti verso il centrocampo e nessuno dei nostri a contrastare con Falque (o Ljiaic) che è arrivato indisturbato fino al limite dell’area; una punizione per noi battuta troppo velocemente poco fuori la nostra area di rigore che stava per far succedere il patatrac; la non chiusura, o meglio la ritardata chiusura di Letizia sul taglio di Falque in occasione del gol. Piccole sbavature che purtroppo in serie A alla fine si pagano.

Quattro: Perdonatemi lo sfogo, e forse anche qualche critica di chi la pensa diversamente da me. “Torino club BENEVENTO” nel settore ospiti… nun s’ po’ vedè!!! Così come non si può vedere l’esultanza al gol granata dei Beneventani di fede torinista. Capisco che il tifo sia insieme alla mamma l’unico amore che in genere non si cambia mai, ma… il senso di appartenenza alla propria città? Almeno evitare l’esultanza sarebbe stata cosa buona e giusta, per rispetto di quanti grandi e piccini tifosi della Strega sono tornati a casa con il magone. Il Benevento in serie A è un patrimonio da difendere in tutti i modi… è un valore, una crescita, un veicolo pubblicitario notevole per la nostra città. Avere la serpe in seno può fare solo male. Lo stesso vale per i Beneventani di fede Interista, Juventina o Napoletana. Probabilmente qui vedrete le vostre squadre prendersi i tre punti, abbiate almeno la decenza di non esultarci in faccia. GRAZIE.

Cinque: al duo Cataldi/Ciciretti. La gioventù è foriera di caratteri e stati umorali troppo variabili. Cataldi, già ammonito, è stato graziato dall’arbitro per una trattenuta a 70 metri dalla nostra porta, il Cicio si è spento nella ripresa incaponendosi in tocchi d’alta classe fini a se stessi e sbagliando le cose più elementari (clamorosa la ripartenza con un passaggio errato di dieci metri nel secondo tempo); lo avevo già scritto: questa squadra ha bisogno di entrambi, purchè entrambi abbiano abbastanza fosforo in testa sia per non commettere sciocchezze (Cataldi), sia per non pensare a troppe sirene o ad un altro colore giallorosso (il Cicio).

Sei: All’esordio complessivo dei nuovi innesti; Memushaj dopo 5/6 calciomercati andati a vuoto è finalmente approdato nel Sannio e non ha demeritato; Lazaar ci stava quasi dando la vittoria nei venti minuti in cui è stato impiegato, Antei è sembrato pronto e Iemmello ha provato anche il colpo ad effetto con un velleitario pallonetto da 40 metri. Attendiamo Armenteros ed i due under 21. Come diceva un mio collega d’ufficio “ O lignam c’ stà… mò s’adda fa a mubilia…” E speriamo che questo mobile sia pronto e venga bene per il mese di Maggio.

Sette: Al bel gioco espresso fino a d ora. Certo qualcuno potrà obiettare che del bel gioco senza punti non ce ne facciamo un fico secco, però è bello vedere una squadra propositiva che non parcheggia il pullman in area di rigore, che lotta e prova a far gol fino al 94esimo. Siamo in debito con la sorte. Se Mirante e Sirigu sono risultati fra i migliori in campo nelle partite con Bologna e Torino qualcosa vorrà pur dire. Qualcuno storce il naso per il nostro attacco poco “pesante”; alzi la mano chi ieri ha notato in campo Njang o mister cento milioni Belotti.

Otto: Alla manifestazione “il Toro nella terra delle streghe”; ottima iniziativa volta soprattutto a ricordare una squadra invincibile, l’icona del calcio italiano. Uomini veri di cuore, figli di un calcio che non c’è più tragicamente scomparsi a Superga. Se la memoria di un paese passa attraverso le gesta dei suoi eroi o dei suoi uomini più illustri, QUEL TORIN O entra di merito fra le cose da conservare e custodire nel cuore di tutti gli sportivi indipendentemente dalla loro fede calcistica.

Nove: Come le partite che ci attendono da Domenica (Napoli) fino al 05 Novembre (Juve). Molte improponibili, molte già scontate, molte col presagio di subire goleade. Nel mezzo alcune (Crotone, Verona, Cagliari) che potrebbero farci capire la reale forza di questo gruppo, sperando sempre in un miracolo sportivo. Certo strappare un punticino a Roma o Inter sarebbe bello, ma vincere col Crotone o col Verona avrebbe tutt’altro sapore… Un sapore di salvezza raggiungibile.

Dieci: Al futuro con la speranza che chi di dovere, prenda le decisioni più giuste affinchè tutto possa funzionare al di fuori dell’impianto di via Santa Colomba. Piano traffico, parcheggio distinti aperto, strada di deflusso e chi più ne ha più ne metta. Ad oggi alcune decisioni appaiono totalmente cervellotiche e prive di senso. Si può e si deve rimediare. Speriamo lo si faccia.

Scugnizzo69