di Ivan Calabrese
Chi pensa che tra Benevento e Roma non ci sono precedenti si sbaglia di grosso. Stiamo parlando di un match inedito, sepolto nel tempo, e che siamo pronti a tirare fuori dopo tantissimi anni dal suo svolgimento.
Il 16 settembre del 1934, la compagine guidata da Halmos sfidò i capitolini per preparare al meglio il campionato di Prima Divisione. La sfida non vide mai la fine, a causa della pioggia insistente che costrinse il direttore di gara a sospenderla. Non vogliamo andare oltre, ma vi offriamo l'articolo dell'epoca pubblicato sul settimanale “Il Popolo Sannita” del 22 settembre 1934:
“L'incontro tra As Roma – A.C. Benevento che aveva richiamato sul Campo del Littorio una grande massa di sportivi, ansiosi di vedere per la prima volta il nostro undici al lavoro, non poté avere il suo regolare svolgimento a causa dell'inclemenza del tempo. Malgrado l'insistenza della pioggia, però, le squadre scesero egualmente in campo e iniziarono il loro gioco che per ragioni facili a comprendersi dovette essere sospeso poco prima della fine del primo tempo. I ragazzi di Halmos durante il brevissimo tempo di gioco si dimostrarono del tutto degni dei forti avversari e riuscirono molte volte a portarsi sotto la porta di Zucca dando un faticoso lavoro ai terzini giallorosso. Veloce e tecnico l'attacco del Benevento non è servito a dovere da una mediana ancora incompleta oggi ma che probabilmente sarà definitivamente formata con l'ingaggio di Croce, ottimo mediano di prima divisione”.
Non è mancata la lettera del presidente della Roma, Renato Sacerdoti, che ha ringraziato l'ospitalità del club sannita:
“I nostri dirigenti, rientrati in sede, si sono affrettati ad informarci sulle cordiali e vive accoglienze riservate ai nostri calciatori in occasione dell'incontro di domenica scorsa. Vi siamo sinceramente obbligati per quanto avete voluto fare a favore dei nostri rappresentanti, veramente dolenti che il maltempo abbia privato gli sportivi di apprezzare convenientemente la bontà della inquadratura della nostra squadra. Coi migliori auguri e cordiali saluti”.
