SCUGNIZZERIA. Benevento-Inter da zero a dieci

"Zero a a chi non ha senso di appartenenza al suo territorio, alla città, alla squadra"

Benevento.  

ZERO: A chi dimostra zero, a chi è da zero come senso di appartenenza al territorio, alla città, alla squadra. Zero ai Beneventani interisti capaci pure di sbeffeggiare sui social i loro concittadini. Zero a chi mette in mostra la sua passione da nerazzurro arrivando da Avellino, Potenza, Bisceglie, Campobasso anche rivolgendosi contro di noi in malo modo. Resta il fatto che intanto per vedere la serie A sempre qua dalle vostre lande siete dovuti venire...

UNO: il secondo che sarebbe bastato in più a Doveri prima di fischiare in occasione del gol annullato regolarissimo. VAR non VAR il potere di discrezionalità degli arbitri resta purtroppo ancora troppo forte.

DUE: i legni colpiti dalla Strega al cospetto della blasonata avversaria. Certo è che se ogni tanto la ciorta facesse una capatina in contrada Santa Colomba non è che ci dispiacerebbe. Tra rigori netti non dati (Antei col Torino), gol annullati (Bologna ed oggi), pali, traverse e chi più ne ha più ne metta, proporrei un ritiro a Lourdes o Medjugorie piuttosto che a Roma. Forse le Madonne possono di più dei Papi…

TRE: Chiamalo contropiede o chiamala ripartenza, nel secondo tempo per ben tre volte i 40/50 metri di campo palla al piede in superiorità numerica sono svaniti per passaggi tardivi o per un dribbling di troppo. Già le pecche e le lacune sono evidenti, se poi vogliamo intestardirci e pensare che si possa fare un coast to coast da una porta all’altra fregandosene dei compagni, arrivare a far gol diventa quasi una utopia.

QUATTRO: A questa Inter da tutti fortemente accreditata di competere per lo scudetto. Francamente a me sembra che quella ciorta che si rifiuta di stazionare sul Vigorito sia ben cucita addosso alla truppa di Spalletti; gol in zona Cesarini, vittorie non meritate (leggasi ROMA), pali e traverse in aiuto di Handanovic. Prima o poi finirà e, credetemi, me ne farò di risate quel giorno...

CINQUE: A Belec. Perdonatemi, forse sarò prevenuto ne suoi confronti ma... è cchiù fort e me. Anche ieri il secondo gol sul suo palo non lo esenta da colpe. Se aggiungiamo che era il gol dell’uno-due micidiale che avrebbe steso chiunque, ha di fatto segnato la partita. Nel finale si riscatta con due prese su tiri cross rasoterra abbastanza difficili, ma ormai la frittatina era stata fatta.

SEI: Alla “buona volontà” dell’Amministrazione nel voler omaggiare la Società Inter di una targa ricordo. E mi fermo qui. Perchè se dovessi pormi la domanda… “Perché?”, ovvero perché di volta in volta fare i provincialotti contro la grande di turno con targhe, caffè per il Corso, riconoscimenti di ogni tipo, il voto scenderebbe di parecchio. Per come la vedo io, nessuna riverenza verso Dirigenti o Società che (soprattutto al Nord) ci schifano proprio!!! (Direttò perdonami il termine ma è la cruda realtà)!

SETTE: A Baroni. Finalmente un cambio di modulo spero dettato davvero da un nuovo “CREDO calcistico” che da un emergenza di uomini e schemi. Il 4-3-3 (o 4-5-1 “offensivo”), con un'unica punta supportata dai centrocampisti garantisce più equilibrio e meno lacune centrali che spesso ci hanno visti soccombere. Inoltre chi è propenso a spingere sulle fasce può farlo con un minimo di libertà in più. Speriamo non sia stato un fuoco di paglia.

OTTO: A D’Alessandro. Spina nel fianco per l’intera partita. Punta l’uomo, si propone, galoppa come un indemoniato sulla fascia di competenza, si danna l‘anima. Quanto ci sei mancato guagliò. Speriamo che rientrino tutti il prima possibile.

NOVE: A tutti i Beneventani che hanno difeso con caparbietà la propria appartenenza. A nessuno è consentito di venire a fare i “guappariell e cartone” in casa nostra, soprattutto se chi viene già nun c fira e vedè di suo, figuriamoci a tifare altri colori. Ero tra coloro che si è schierato con il comunicato della Curva. Mi ha sorpreso il moralismo ed il sentirsi offesi da parte dei tifosi interisti che sui loro social e forum ce ne hanno dette di tutti i colori. Certo che sentirsi bacchettati da una tifoseria che lancia i motorini in campo è alquanto ridicolo, ma si sa, a volte il tifoso ha la memoria corta.

DIECI: Io ci Credo. Sostengo. Tifo. E che nessuno si permettesse di pensare che solo perché ho sollevato in questo ultimo mese qualche critica che ritengo legittima e costruttiva, possa per questo essere considerato un cattivo tifoso. E mi do 10 per la passione, la speranza , la voglia ed il sostegno incondizionato che darò a questa squadra. Sempre. Senza se e senza ma.

DIECI E LODE: al decano degli Stregoni del Nord IACOBELLI GENNARO di anni 85. 85 anni di passione giallorossa, abbonato della Strega in Curva Nord che ogni qualvolta il Benevento gioca al Vigorito parte alle 7 della Domenica mattina da Milano alzandosi alle 5 visto che risiede a LUINO al confine svizzero. Cari Beneventani doppiofedisti che presenziate gli arrivi delle squadre avversarie, che ci tifate contro, prendete esempio d lui... Non aggiungo altro.

SCUGNIZZO69