Quando si arriva ad un passo dal traguardo, spesso si assiste al trionfo del minimal. Della serie: chi ha già messo un’ipoteca sulla vittoria sottolinea con forza che non ha ancora vinto, e chi è praticamente già fuori dai giochi si guarda bene dal dire che ha ancora qualche chance. E’ la storia di questi giorni tra Salernitana e Benevento, il gioco delle parti. A Salerno nessuno mette in dubbio di essere già in B, ma vuoi per scaramanzia, vuoi per quella prudenza che non bisognerebbe mai abbandonare, provano a considerare il Barletta una sorta di Barcellona della Puglia e il Benevento in grado di dare fastidio ai granata fino all’ultimo. Significative le parole del presidente Marco Mezzaroma, che sembra aver scorto nei tifosi granata la frenesia di chiudere a tutti i costi i conti in questo turno, ma questo soprattutto grazie ad uno scivolone del Benevento contro il Messina, più che ad una chiara vittoria dei granata sul Barletta. I post sui social che sperano in una resa dei giallorossi si sprecano: “Sembra – dice così Mezzaroma - che l’unico risultato che interessi sabato prossimo sia quello della nostra diretta avversaria… Non è così! Il solo risultato che deve interessarci e’ il nostro, non dobbiamo dare nulla per scontato, consapevoli di chi siamo ma consapevoli anche che le partite non si vincono prima di giocarle”. E’ la solita storia del braccino del tennista che quando ha la palla del match ball più che ad un suo “ace”, spera in un errore dell’avversario. E’ umano, ma che a Salerno avessero ancora paura del Benevento non ce l’aspettavamo.
Franco Santo
