Una benedizione no? Tralasciando per un attimo ogni aspetto tecnico-tattico, nessuno può negare che quello che sta accadendo al Benevento è davvero qualcosa di eccezionale. Si dice che nel calcio fortune e sfortune alla fine si compensino: speriamo che questo avvenga al più presto, perché il credito con la malasorte sta diventando cospicuo.
Ovvio che non si può prescindere dal lato tecnico neanche questa volta. De Zerbi ha subito azzardato e la cosa francamente non ci dispiace. Con la squadra miseramente a zero punti qualcosa bisognava rischiare per provare a cambiare. Ovviamente le cose non sono filate via lisce come l’olio. Il primo tempo al Sardegna Arena è stato un altro mezzo incubo. Era naturale che i nuovi dettami, impartiti alla squadra in due sedute di allenamento, non producessero subito dei risultati. Nella prima frazione la squadra è parsa più che smarrita, ha preso un gol evitabilissimo, ha rischiato di prenderne almeno un altro, senza mai affacciarsi pericolosamente dalle parti di Rafael. Il 3-5-2 o 3-4-2-1 disegnato per la prima volta per questa squadra ha prodotto parecchi smarrimenti nei singoli. Quelli che hanno sofferto di più? A parere nostro Antei, troppo spostato sulla destra, Ciciretti ad operare per lo più centralmente, Memushaj, relegato su una fascia in cui si è trovato francamente a disagio. Ci sono state anche altre prestazioni non all’altezza, ma non sono sembrate figlie di posizioni difficili da ricoprire.
Se ne è accorto anche De Zerbi che via via ha aggiustato posizioni e uomini, tanto da consentire alla sua squadra di disputare un secondo tempo di spessore, molto più significativo del brutto primo tempo. Meglio il Benevento con Viola in regia, più propositivo con le due punte davanti, Coda affiancato a Iemmello, più logico con Lombardi, ala vera, al posto di Memushaj. Il calo vistoso del Cagliari ha aiutato, ma la crescita della squadra giallorossa è stata più che visibile. Anche tatticamente il 3-5-2 ha assunto una fisionomia più reale, con i due attaccanti davanti e con Lombardi a supporto sulla destra. La presenza di Viola ha consentito a Cataldi di fare un passettino avanti e rendersi pericoloso in più di un’occasione. In difesa Di Chiara ha svolto il compito di terzo marcatore con sufficiente disinvoltura, visto che con De Zerbi l’aveva già fatto a Foggia. Ma tenere Antei defilato non sembra una buona idea. Il tecnico bresciano ne trarrà certamente delle indicazioni utili per le prossime partite. Bisogna essere propositivi e non abbattersi. Il pareggio sarebbe servito soprattutto a dare un po’ di autostima ad una squadra che continua ad avere il morale basso. Ma De Zerbi è appena arrivato e il suo lavoro avrà bisogno giocoforza di almeno qualche settimana per palesarsi. E’ inutile dire che le prossime due sfide sembrano di quelle impossibili, ma lo saranno anche per chi precede la strega di non molti punti. Tra due settimane invece inizierà un ciclo di partite da cui poter prendere punti e fiducia. Sperare non costa nulla, perché non farlo?
f.s.
