Era il 13 giugno '99, data difficile da dimenticare. Salvatore Bertuccelli, in arte Totò, guidava l'attacco del Benevento contro il Messina nella partita più importante della stagione. Al Via del Mare di Lecce la strega si giocava la C1 nella finale play off in gara unica. I peloritani si portarono in vantaggio con Scaringella prima del pareggio sannita ad opera proprio di Bertuccelli. Nei supplementari sarebbe poi giunta la rete di Rosario Compagno a sancire il 2-1 finale e la promozione diretta.
Bertuccelli, sabato sarà di nuovo Benevento-Messina. Chi meglio di lei per un amarcord...
"Su quella partita potremmo scrivere un libro, altro che intervista. Non saprei da dove cominciare..."
Partiamo dal gol e dalla carta d'identità. Salvatore Bertuccelli, nato a Messina il 25 settembre 1966. A Messina, appunto.
"Sì, a Messina. Infatti non nascondo che fu strano segnare un gol così importante alla squadra per cui tifavo quando ero bambino. Ma al di fuori di tutto questo ho sempre interpretato il mio lavoro nella maniera più sincera possibile. In quel momento giocavo per il Benevento e per una maglia che mi è rimasta incollata addosso anche quando ho lasciato il calcio".
Problemi con i tuoi concittadini dopo quella prodezza?
"Qualche problemino l'ho avuto, inutile nasconderlo, ma la gioia di Lecce resta infinita e ho pagato volentieri il dazio. Anche durante la partita raccolsi un bel po' di insulti dalla curva del Messina, ma per fortuna andò tutto bene".
Qualche altro flash di quel giorno?
"Ometterei la gioia nel finale perchè è sotto gli occhi di tutti. Parlerei più che altro dei momenti che hanno preceduto la sfida. La mattina, prima di partire dal ritiro di Gallipoli per raggiungere il Via del Mare, mister Dellisanti ci fece fare la classica esercitazione 11 contro 0 nel prato dell'albergo. Ricordo ancora le parole del nostro autista che rimase impressionato: "Siete troppo in forma, oggi voi non potete perdere". E così fu".
Atmosfera tranquilla o tensione alle stelle?
"La sera prima in verità eravamo rimasti a parlare tutti insieme nella hall dell'albergo in un clima molto sereno. A pranzo ero seduto vicino a Mastroianni e non toccammo nulla. Non riuscivamo a mangiare, ma vorrei vedere. In palio c'erano gli sforzi di un'intera stagione. Una casualità: proprio ieri un amico mi ha inviato il link degli highlights sul cellulare. Li riguardo sempre con grande emozione, anche se in realtà non ci sarebbe bisogno: ho tutto ben stampato nella mente"".
La sfida di domani vale qualcosa in meno?
"Sicuramente non è una finale, ma la promozione diretta non è sfumata finché non lo dice la matematica. A questo Benevento dico di non mollare. I valori in campo sono totalmente opposti, dato che il Messina ha un organico nettamente inferiore. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, ma come sempre ogni gara va giocata dimostrando di avere più fame dell'avversario".
Francesco Carluccio
