Subisce la goleada quando non l’avrebbe più meritata. Il Benevento brutto e impaurito del primo tempo aveva rischiato di essere travolto dalla squadra di Inzaghi, andando al riposo sotto di tre gol più per demeriti dei biancocelesti che per meriti suoi. Nel secondo tempo la Lazio si è presentata in campo ormai sazia ed ha tirato i remi in barca. E il Benevento ha trovato il modo per oltre mezz’ora di salvare la faccia. Il gol di Lazaar, almeno altre tre occasioni sciupate dai giallorossi avrebbero persino potuto rimettere in sesto la partita. Ma se c’è un reparto tra i sanniti che paga dazio alla qualità, quello è proprio l’attacco. Un paio di punteros affilati avrebbero potuto capitalizzare meglio la mole di gioco della squadra giallorossa in quella mezz’ora. Invece nel finale la Lazio ha trovato addirittura il modo di rimpinguare il suo bottino di gol con un paio di contropiede micidiali.
De Zerbi ha cambiato nuovamente dopo Cagliari. Non il modulo però che è partito ancora da una difesa a tre. Questa volta formata da Venuti-Antei-Di Chiara. La mossa ha consentito di rivedere al centro il miglior Antei, spaesato a destra contro il Cagliari, ma non è migliorato sul versante sinistro dove Di Chiara paga evidentemente le sue scarse attitudini difensive. D’altro canto De Zerbi non ha un mancino in difesa e in attesa di Costa, si vede quasi costretto ad utilizzare l'ex perugino se vuole insistere sulla difesa a tre. Quella del primo tempo è parsa una squadra inadeguata, con pochissime armi a sua disposizione per evitare che la Lazio la facesse a fette. Dopo 12’ minuti e qualche spicciolo di secondi erano due i tiri in porta della Lazio. E due anche i gol. Peggio non poteva iniziare. Schiacciato nella sua area, incapace di portare una sia pur minimo pericolo alla porta di Strakosha. Per vedere un tiro verso la porta laziale c’è stato bisogno di attendere 29 minuti e 10 secondi: il destro di Cataldi si è perso di poco alto.
Tra il primo e il secondo tempo De Zerbi ha fatto riscaldare Parigini. L’azzurrino avrebbe preso il posto di Memushaj se non si fosse procurato una distorsione alla caviglia in riscaldamento. E’ entrato Ciciretti e non si può dire che nel cambio il Benevento ci abbia perso. Il “Cicero” ha giocato per un po’ come sa e il Benevento ha trovato una reazione che ha addirittura illuso la gente. Mezz’ora di buon livello, quella che insieme al gol di Lazaar ha aperto un po’ il cuore alla speranza. Prima che dagli altri campi arrivassero altre brutte notizie: la vittoria del Crotone, quella della Spal. La quota salvezza è ad otto punti. A questi ritmi è un’eternità.
Franco Santo
