Molte testate giornalistiche hanno atteso l’undicesima sconfitta per scatenarsi contro il Benevento. Eppure se c’era un risultato scontato sin dall’avvio, era proprio quello con la Lazio, che in trasferta aveva sempre vinto, anche e persino all’Allianz Stadium contro la squadra di Allegri. Scontato quello, scontato anche il prossimo. E ci mancherebbe. Visto che l’avversario è nientemeno che la Juventus. Allora sorprende (ma a pensar male non si fa mai peccato…) che solo ora la squadra giallorossa susciti indignazione nei ben pensanti: “squadra inadeguata, meglio la A a 16 o 18, società presuntuosa, squadra farsa” e via dicendo. Proprio come se la sconfitta con la Lazio avesse fatto scoprire un altro volto della squadra giallorossa, che finora nessuno aveva scorto. Mah…
Sul record negativo c’è ben poco da dire: è lì, sotto gli occhi di tutti. Undici sconfitte di fila, che diventeranno dodici. Ma perché non credere ancora nell’impresa, magari aggrappandosi a quello che fece lo scorso anno il Crotone? De Zerbi è a Benevento da sette giorni, ha sfiorato il pari a Cagliari, ha perso da copione contro la Lazio. Ma dopo la Juventus e una settimana di sosta potrà meglio giocarsi le sue carte. Lui ha detto di crederci, cosa costa se ci crediamo anche noi?
Statistiche. L’anno scorso alla dodicesima giornata il Crotone aveva 5 punti in classifica. L’Empoli quart’ultimo ne aveva 10. Nessuno può negare che la situazione del Benevento sia persino peggiore di quella dei pitagorici, ma non poi così tanto diversa. Oggi la squadra giallorossa soffre per quello zero in classifica e i punti di distacco dal quart’ultimo posto sono 8 e non 5 come quelli del Crotone un anno fa. Ma da qui a dire che tutto sia già finito ce ne passa. Per la cronaca (e le statistiche) la squadra calabrese chiuse il girone d’andata con 9 punti all’attivo, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 15 sconfitte, distaccato di nove lunghezze dall’Empoli che era quart’ultimo a quota 18. Poi come è andata lo sanno tutti: i pitagorici si sono salvati e l’Empoli è finito in serie B.
Fiducia. Sarebbe anche inutile sottolineare che 8 punti da recuperare sono tanti. Ma in fondo alla classifica si cammina lentamente e qualsiasi accelerata può determinare dei cambiamenti in tempi brevi. D’altro canto in questo momento ha un suo valore intrinseco anche il calendario. Quello del Crotone un anno fa sembrò meglio distribuito, quello del Benevento ha accumulato alla fine le partite meno impossibili. Da notare che finora la squadra giallorossa ha giocato tre scontri diretti contro Crotone, Verona e Cagliari e tutti in trasferta. Nelle ultime sette giornate dell’andata qualcosa invece cambia: al Vigorito arriveranno il Sassuolo (19 novembre), la Spal (17 dicembre) e il Chievo (30 dicembre). Le consideriamo sfide che si possono giocare ad armi pari, così come sarebbe possibile trarre qualcosa di positivo da trasferte come quelle di Udine e di Marassi contro il Genoa. Riuscisse a fare dei punti in queste gare, la Strega potrebbe anche rimettersi in carreggiata. Senza neanche più piangere sui punti persi per strada, che comunque fanno mordere i gomiti (Samp, Bologna, Torino, Cagliari e persino Inter).
Nodo condizione. Il fulcro di tutto è lì. Nella condizione di tanti giallorossi. Ora De Zerbi e il suo staff avranno venti giorni per rimettere in sesto la squadra anche sotto l’aspetto fisico. Dovranno essere venti giorni in cui bisognerà metterci “il sangue”, come ha detto il tecnico. Venti giorni in cui si può costruire un futuro migliore. In fondo, alla faccia di chi vuole un campionato a 18, nella seconda parte della classifica c’è un campionato a se stante che coinvolge 7-8 squadre. Il Benevento vuole cominciare a parteciparvi. Hai visto mai che non riesca a lasciarsene tre alle spalle…?
Franco Santo
