Forse è il giorno in cui tanti smetteranno di usare la loro ironia per la squadra giallorossa. Alzi la mano chi non ha ascoltato un pronostico nefasto prima della sfida dell'Allianz Stadium: “Vedrete, la Juve a sette si fermerà...”, e via una pacca sulla spalla. Invece tanti hanno scoperto che il Benevento non è quella banda Brancaleone che molti avevano pensato fosse, senza neanche mai vederla all'opera. Certo, in Italia (e non solo...) contano i risultati e la strega è ancora a quota zero dopo 12 giornate. Domani leggeremo i maggiori quotidiani che sottolineeranno il fatto che è stato uguagliato il record del Manchester United, roba del 30-31. Eh già, perchè in fondo fa più notizia la matricola che perde ininterrottamente per 12 giornate che, ad esempio, una squadra dell'opulento Veneto come il Verona che ha conquistato finora 6 punti (una vittoria, tre pareggi, 8 sconfitte), o come il “nobile” Genoa che con gli stessi 6 punti non riesce a difendersi neanche più ricordando i 7 scudetti vinti. Ma no, meglio ironizzare su quello zero che la matricola non riesce a cancellare dalla sua classifica.
Eppure questo pomeriggio l'orgoglio giallorosso deve aver raggiunto vette altissime. Innanzitutto per quei duemila tifosi nello spicchio dell'Allianz che hanno superato in decibel i colleghi bianconeri posti in ogni ordine di posto: cori da brividi, voce altissima, orgoglio smisurato. E poi per quella piccola squadra che è stata capace di tenere in scacco la terribile Juventus per un tempo e più. E alla fine si è arresa per un errore marchiano di un suo giocatore, andando persino a sfiorare nuovamente il pareggio con Cataldi e con un'incursione di Ciciretti stroncata da un'entrata maschia di Chiellini.
Viene spontaneo chiedersi se una squadra capace di giocare faccia a faccia con i bianconeri di Allegri, meriti di stare laggiù a quota zero. Delle partite con Samp, Bologna, Torino, Inter, Cagliari, abbiamo detto in abbondanza. Già in queste gare avrebbe meritato di rompere il suo digiuno, questa volta può impettirsi anche con una sconfitta, perchè una partita come questa regala linfa vitale da cui trarre la forza per raddrizzare la stagione. De Zerbi lo ha detto alla fine: al di là del lavoro che si farà in queste due settimane in cui c'è la sosta, c'è la speranza di recuperare tutti gli infortunati. E allora il gap con le altre, bisogna crederci, diventerà meno netto. Senza far diventare la sfida col Sassuolo la “madre di tutte le partite”, c'è la convinzione in tutti che possa iniziare un nuovo campionato per la strega.
f.s.
