Parole, fiumi di inchiostro e sensazioni. Negli ultimi giorni in tanti hanno avuto modo di parlare della trasferta di Torino contro la Juventus. Allo Stadium si è scritta una delle pagine più belle della storia del calcio sannita, al di là di quello che è stato il risultato maturato sul campo. E' inutile ritornarci, la testa di tutti deve essere proiettata necessariamente all'importantissima sfida contro il Sassuolo. Però ci sono delle storie che meritano di essere raccontate, in cui possiamo renderci conto quanto sia potente e ammaliante la passione di un intero popolo. Roberto (non ha voluto rendere pubblico il cognome) è uno juventino nato e residente a Benevento. Non è mai stato al Ciro Vigorito, ha trascorso la sua giovane vita a sostenere i colori bianconeri. Ha approfittato dell'appuntamento di domenica scorsa per prenotare uno dei tanti pullman organizzati in città e partire alla volta dello Stadium, logicamente per sostenere (anche se di nascosto) la squadra di Allegri. In quelle lunghe ore di viaggio è cambiato qualcosa: “Vorrei partire dal presupposto che non mi sono mai avvicinato al Benevento perché quando hai dei genitori che ti vestono con la maglia bianconera sin dai primi mesi di vita, sei portato a sostenere quella determinata squadra. Mio padre non mi ha mai accompagnato allo stadio e, di conseguenza, non ho apprezzato le gesta del Benevento. C'era solo la Juventus. A Torino, però, ho visto i miei concittadini entusiasti di affrontare tutti quei chilometri, li ho visti con le lacrime agli occhi al gol di Ciciretti e cantare a squarciagola anche con il risultato ormai compromesso. All'inizio non capivo, ma poi pian piano ho inteso che la passione dei beneventani va oltre il risultato sportivo. E' puro amore e questa cosa mi ha coinvolto. Devo dire la verità, ero anche dispiaciuto per il successo della Juve. Vorrei cominciare a venire al Ciro Vigorito. Qualcuno mi chiamerà rinnegato, ma ho voglia di conoscere meglio l'ambiente giallorosso e di cominciare a sostenere anche io la squadra della nostra città. Poi chissà, forse il vero amore già è nato dentro di me perché, al di là della mia passione juventina, sono fiero di essere nato in questa magnifica terra”.
Questo è uno dei tanti miracoli compiuti dal sodalizio giallorosso con la promozione in serie A e che deve essere preservato. Come Roberto ce ne sono sicuramente tanti altri che, magari per vedere Inter, Roma o Lazio al Vigorito, sono stati colpiti dal tifo della Curva Sud. “Siamo tutti Benevento”, su questo non devono esserci più dubbi.
Ical
