Il presidente ci ha scherzato su: “Abbiamo perso con la Juve, ma pareggiato col Manchester…”. Quando si sfidano le statistiche è così, vengono fuori paragoni inediti. Così il piccolo Benevento si ritrova affiancato al grande United in quello che è il record negativo delle partite perse in avvio di campionato. Stregoni come i Red Devils, 12 sconfitte di fila dalla prima stagionale. Quello era il Manchester del 1930, nel clima della “grande depressione” (nel ’29 c’era stato il crollo di Wall Street e tutto il mondo si era scoperto più povero), molto poco competitivo nonostante il blasone. Perse le prime 12 incassando 49 gol e segnandone 14, poi alla tredicesima, in casa, il 1 novembre del 1930 i “Red Devils” ruppero il ghiaccio battendo all’Old Trafford il Birmingham per 2 a 0 con i gol di Gallimore e Rowley. Ora, lungi da noi fare collegamenti col presente, che non portano neanche bene, ma è evidente che nessuno in casa giallorossa ci tiene a infrangere un record così datato.
Quella col Sassuolo sta diventando la “madre di tutte le partite” e questo non è un bene secondo De Zerbi. “Non carichiamo troppo questa sfida”, ha provato ad ammonire subito il tecnico bresciano. Che ha perfettamente ragione, ma che difficilmente riuscirà a rendere questa partita uguale a qualsiasi altra. La gente si aspetta di cambiare registro finalmente, se lo aspetta il presidente e pure allenatore e giocatori investono tanto su questa sfida. Il timore che questa squadra non possa reggere la pressione deve essere esorcizzato subito, magari pensando anche che il Sassuolo non se la passa meglio. Lì Bucchi si gioca la panchina, i (pochi) tifosi sono imbronciati, la stampa randella senza ritegno. Volete che il Sassuolo non avverta la pressione di giocare una partita così? Di rischiare di essere la prima vittima in campionato di una squadra che non ha ancora conquistato neanche un punto? Direte: il Benevento ha una serie di giocatori che devono ancora recuperare la migliore condizione. Già, e il Sassuolo? Bene che vada riavrà Adjapong. Non se ne parla ancora per Berardi (anche se si farà l’impossibile per rimetterlo in sesto), Duncan, Frattesi e Dell’Orco. E allora sarà guerra di nervi, prima che battaglia in campo. Perché ci sono partite come quella con la Juve in cui non si ha nulla da perdere ed altre come la prossima con gli emiliani nelle quali ci si gioca una bella fetta di futuro. L’importante è farsi trovare pronti.
f.s.
