Vigorito: "Dateci una mano perché continueremo a combattere"

Il presidente a Ottogol: "Il Benevento Calcio è la mia vita. Io in serie B non ci vado"

vigorito dateci una mano perche continueremo a combattere
Benevento.  

Intervento a sorpresa del presidente Vigorito nel corso di Ottogol che ha parlato dell'attuale situazione del Benevento, lanciando un messaggio di incoraggiamento a tutto l'ambiente: “Non ho telefonato per difendere, ma tra quelli che vengono messi alla sbarra c'è anche la società e il sottoscritto si assume la responsabilità di ciò che sta avvenendo. Fino a qualche mese fa sembrava malasorte, però adesso abbiamo capito che non è solo questo. Già da ieri De Zerbi sta riflettendo e mi auguro che lo stiano facendo anche i calciatori. Loro devono capire che non sono impiegati di banca, quindi non possono essere preoccupati per una eventuale rapina. Se in tutti i lavori ragionassimo così non si andrebbe avanti. L'attuale rosa è composta da calciatori provenienti dalla serie B o che hanno maturato una discreta esperienza in serie A. Altri, inoltre, vengono regolarmente convocati nelle Nazionali. Evidentemente è una squadra che ha dei problemi che spero possano risolversi. Avere soggezione di un pubblico come quello beneventano significa non inquadrare mai il vero problema. Stiamo parlando di una piazza che non è violenta, anzi è commovente perché anche ieri dopo il pareggio si è stretta attorno alla squadra. C'è stato un assemblaggio tardivo. L'approccio con la serie A è diventato difficile già dalle prime partite in cui abbiamo ricevuto molte considerazioni da parte degli avversari. La prima debacle c'è stata a Napoli dove, di solito, perdono tutti. Si è inserito un meccanismo perverso che sto tentando di capire per trovare delle soluzioni. Capisco la delusione dei tifosi, ai quali dico che mi sento responsabile e mortificato del fatto che delle persone, compreso me, che amano la propria squadra debbano uscire dal campo tredici volte sconfitti in serie A. Non sono d'accordo con coloro che si vergognano della maglia giallorossa. Bisogna recuperare tutti un senso di equilibrio, provando a compattarci insieme e a giocare tutte le carte che possiamo. A tutti coloro che ci credono ancora un po' dico la stessa frase di un anno fa: non posate le maglie perché continueremo a combattere. Sono il primo che non consentirò a nessuno di farmi vergognare di essere il presidente di una squadra. Se qualcuno pensa di essere fuori andrà fuori. Sono undici anni che ci alziamo dalle sconfitte e sappiate che continueremo a combattere. Il Benevento si fermerà solo a giugno, quando avremo il verdetto. Ai tifosi affido questo messaggio: aiutateci. E' un anno difficile per tutti e tutti insieme proviamo a fare il nostro terzo record. Combatteremo fino a quando qualcuno non ci dirà che è inutile continuare a farlo. Nessuno venderà la dignità giallorossa. Proviamo a non piangerci addosso perché per non andare indietro senza dignità la prima cosa da fare è questa”.

Ha poi proseguito: “I calciatori hanno mostrato di apprendere gli insegnamenti di Baroni e De Zerbi, però devono capire che il loro mestiere è quello di scendere in campo la domenica. Se non ne sono capaci devono andare via. Facciamo i processi sugli errori, ma non inseriamo il dubbio della malafede perché questi ragazzi sono puliti mentalmente. Se non dovesse andarci bene non dimentichiamoci che abbiamo impiegato 90 anni per arrivare a questo punto e che non vi siete mai vergognati di giocare in C2 o perdere i play off con me. Continuare allo stesso modo perché siamo quello che dobbiamo spingere questi ragazzi nei momenti di difficoltà. Il dodicesimo uomo in campo deve entrare sempre, non solo quando si vince. Io in B non ci vado. Il Benevento Calcio è la mia vita e ho il dovere di starvi vicino”.  

Ical