“Oggi il Benevento non ha giocato da Benevento, ma tra tre settimane tutto sarà diverso e sarà sicuramente all’altezza”. Non sappiamo se Cinelli abbia pronunciato queste parole per dare forza a se stesso o per provare a trasmettere all’ambiente un messaggio positivo. In entrambi i casi speriamo abbia avuto ragione. Perché la squadra giallorossa oggi sarebbe scarsamente competitiva, qualunque fosse l’avversario che le sarà abbinato nei play off. Nelle file sannite troppi giocatori sono lontani da una condizione psicofisica accettabile: il cervello è in confusione e le gambe non girano. A sentire i calciatori della Salernitana ieri dopo il raggiungimento della B, si è capito quanto sia stato duro questo campionato. Tutti hanno sottolineato di aver vinto soprattutto grazie alla forza mentale, hanno detto di essere riusciti a rimanere concentrati anche quando si sono ritrovati sotto di quattro punti e sono stati criticati ferocemente dalla loro tifoseria. Il Benevento, invece, si è squagliato proprio sul più bello: prima, durante e immediatamente dopo il match dell’Arechi. Inutile ora rimuginare su ciò che è accaduto in quei quindici giorni, la verità è che la squadra giallorossa non si è più riavuta da quel tris di sfide (Barletta, Salernitana, Aversa, appena due punti conquistati, primato perso) e da allora ha finito col perdere pian piano la sua identità, insieme a quella concentrazione feroce che le era servita per salire fino in vetta.
Basterebbe farsi un giro per gli altri gironi per capire che non stanno certo meglio le altre squadre di alta classifica: il Novara ha preso solo un punto sul campo del pericolante Pordenone, l’Alessandria (che in questo momento sarebbe l’avversario nei play off dei giallorossi) ha già aperto un dibattito sulla sua condizione scadente. Il Bassano finirà per vincere il campionato di conserva, ma ha la lingua penzoloni e le forze ridotte al lumicino. Stesse considerazioni per Teramo, Ascoli e Reggiana, che stanno giocando più sui nervi che sulle reali forze fisiche. Il fatto è che questo campionato è stato duro per tutti, ma chi ha lottato per la vetta ha speso energie nervose e fisiche incredibili. Speriamo che Cinelli e Landaida, insieme al preparatore Addona, sappiamo cosa fare per ridare un po’ di brillantezza alla squadra.
Sul piano tattico, la prima partita non ha fatto altro che aumentare la confusione nella mente dei giallorossi. Non si sono ritrovati col 3-5-2, poi col 4-4-2 hanno addirittura fatto peggio. Cinelli e Landaida hanno tante buone idee, ma non la bacchetta magica. Il nuovo modulo con quattro giorni di prove non avrebbe potuto mostrare già gli automatismi giusti, ma è curioso che il Benevento sia andato in vantaggio col 3-5-2 e abbia subito il pari col 4-4-2. Chissà che i tecnici non abbiamo liquidato troppo presto il nuovo modulo, almeno per questa gara. C’era sì stata un po’ di confusione, ma forse il nuovo assetto tattico avrebbe meritato qualche minuto in più di prove.
Ora che c’è la matematica certezza di dover giocare i play off, bisognerebbe trovare un po’ di unità di intenti anche con l’ambiente. La B diretta è sfuggita, ma questa squadra che ha fatto 72 punti merita l’appoggio incondizionato di tutti. Ci sono i play off da giocare e non capiamo perché si debba partire già battuti. Se è una lotteria si può vincere solo partecipandovi, se ci si arrende prima vinceranno gli altri.
Franco Santo
