Prima del fischio d'inizio del derby di ieri sera ha incuriosito e non poco la scelta degli uomini schierati dal tecnico De Zerbi. L'allenatore del Benevento ha impostato la squadra con un 4-3-3 di base che diventatava 4-1-4-1 in fase di non possesso. L'intenzione era quella di chiudere bene gli spazi all'asfissiante palleggio del Napoli, provando a sfruttare la velocità di Brignola, D'Alessandro e Ghuilherme in contropiede. In effetti le migliori azioni dei giallorossi, soprattutto nel primo tempo, sono nate seguendo questa dinamica.
In fase di non possesso, inoltre, Guilherme scalava verso il centrocampo, formando un rombo (Sandro vertice basso, Cataldi e Djuricic centrali) che ingabbiava letteralmente Jorginho. Più di una volta gli azzurri sono stati costretti a evitare di passare la palla al centrocampista italobrasiliano, scalando in difesa e facendo ripartire l'azione dal basso.
La tattica di De Zerbi, profondo conoscitore della compagine guidata da Sarri, ha permesso al Benevento di non sfigurare al cospetto della capolista. Il tecnico ha dimostrato duttilità e idee in chiare in base all'avversaria che trova settimanalmente di fronte. Le sue idee sono state “quasi” perfette a causa del risultato, condizionato anche dalla notevole differenza tecnica tra le due compagini. Con questa base, unitamente all'apporto sui nuovi acquisti, è inutile dire che i prossimi mesi si prospettano meno grigi.
Ivan Calabrese
